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La nullità della delibera assembleare in sede di opposizione a decreto ingiuntivo

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Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per oneri condominiali il condomino opponente non può eccepire l’invalidità della relativa assemblea quando si tratti di delibere c.d. annullabili. Queste, infatti,  devono essere impugnate entro 30 giorni dalla loro approvazione o, in caso di condomino assente, entro 30 giorni dal ricevimento del verbale di assemblea.
A ciò aggiungasi che, copiosa giurisprudenza, da ultimo la Cassazione con la sentenza n. 7262 del 27 gennaio 2014, è oramai dell’opinione che il giudice innanzi al quale è stata proposta opposizione a un decreto ingiuntivo emesso per contributi condominiali non versati  deve limitarsi a verificare l’esistenza e la permanente efficacia delle relative deliberazioni assembleari e non può esercitare in via incidentale, sulla loro validità, il sindacato che è riservato invece al giudice che si occupa del giudizio di impugnazione delle delibere stesse.
In pratica, in sede di opposizione al decreto ingiuntivo, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti la validità della delibera condominiale, ma solo questioni riguardanti l'efficacia della medesima.
Discorso diverso, invece, merita la casistica delle assemblee affette da nullità.

Ricorso/reclamo anche per gli accertamenti catastali

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Dal 1° gennaio 2016 la mediazione tributaria sarà applicabile anche agli accertamenti catastali di valore indeterminabile.
In pratica, per tutti gli atti con cui l’Ufficio provinciale Territorio dell’agenzia delle Entrate procederà alla rettifica del classamento di un immobile, rideterminandone il valore della rendita catastale, il ricorso al giudice tributario produrrà gli effetti di un reclamo a cui farà seguito il riesame dell'atto impugnato da parte dello stesso ente che lo ha emanato. 
Si ricorda che gli atti di rettifica della rendita catastale, essendo di valore indeterminabile, scontano sempre e solo il contributo unificato tributario di € 120,00 da versarsi contestualmente al deposito del ricorso presso la Commissione tributaria territorialmente competente.

Per l'evasione dell'imposta di bollo su assegni postdatati è solidalmente responsabile anche il terzo che si trovi nel semplice possesso dei titoli.

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CTR di Bari- sentenza n.2229/11/15.
Per l’evasione dell’imposta di bollo relativa ad assegni bancari postdatati, risponde solidalmente con i soggetti titolari del rapporto giuridico sottostante, nella fattispecie traente-debitore e prenditore-creditore, anche il soggetto terzo che viene trovato nel materiale possesso di detti titoli (nel caso di specie si trattava di un agente di commercio).
Difatti, l’art.22 del DPR 646/1972, tendente a garantire comunque il pagamento dell'imposta non assolta, riguarda solidalmente non solo coloro che sottoscrivono (parti in senso stretto), ma anche coloro che "... ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con le disposizioni... ".