Consulenza ed Assistenza

Consulenza ed assistenza in merito a cartelle di pagamento e riscossione, fermo ed ipoteche, pignoramneti presso terzi

E' nullo l'avviso di accertamento notificato al socio accomandante per il pagamento della maggiore IVA ed IRAP accertata alla SAS

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E' nullo l'accertamento con cui l'Ufficio chiede al socio accomandante il pagamento della maggiore Iva ed Irap accertata alla sas.
Questo è quanto stabilito dalla CTP di Bari con la sentenza n.1849/04/15 che ha accolto il ricorso del contribuente/socio accomandante di una società che, vistosi notificare l'accertamento in parola, ha proposto opposizione sostenendo la propria carenza di legittimazione passiva in relazione alle imposte accertate.
Il Collegio, a riguardo, ha prontamente affermato che il socio accomandante risponde dei debiti verso terzi, ergo anche nei confronti dell'Amministrazione finanziaria, solo per le quote di capitale sociale sottoscritte, in quanto non sussiste nessuna solidarietà con il socio accomandatario che rimane l'unico soggetto illimitatamente responsabile per i debiti della società.
Ciò premesso, il Collegio ha precisato che non sussiste nessuna norma in materia tributaria che prevede la responsabilità del socio accomandante nel pagamento delle imposte dovute dalla società, in quanto l'unica imposta per la quale risponde  il socio accomandante è la quota IRPFE attribuita al socio.

BREVI CONSIDERAZIONI:


L’art.2313 del c.c. prevede che “Nella società in accomandita semplice i soci accomandatari rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, e i soci accomandanti rispondono limitatamente alla quota conferita”.

MASSIMARIO delle COMMISSIONI TRIBUTARIE della PUGLIA 2014

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Cliccando sul seguente link è possibile scaricare la versione in pdf del Massimario delle Commissioni tributarie della Puglia 2014.

Massimario delle Commissioni Tributarie della Puglia 2014

Il Massimario rappresenta una raccolta delle più importanti pronunce delle Commissioni provinciali e regionali della Regione Puglia, annotate con commenti di autorevoli professionisti del settore giuridico.

L'intimazione di pagamento deve indicare le modalità di calcolo e le percentuali degli interessi - CTR BARI 176/11/15

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Con la sentenza n.176 del 29/01/2015, la Commissione tributaria regionale di Bari ha accolto le eccezioni del contribuente che lamentava la cripticità degli interessi richiesti con l'intimazione di pagamento.
Sul punto, i giudici di appello hanno avuto modo di affermare che l'intimazione di pagamento che si limiti a riportare l'importo complessivo a titolo di interessi, senza che siano indicati i criteri di calcolo e le relative percentuali, rappresenta una violazione del diritto di difesa.
Inoltre, trattandosi di elementi essenziali
dell'atto esattivo, la mancata esplicitazione dei suddetti criteri integra, altresì, una violazione dell'obbligo di motivazione previsto dall'art. 7 della L. 212/2000.
Nel caso di specie, infine, il Collegio regionale ha sottolineato che l'assenza dei criteri di calcolo e delle percentuali  degli interessi è ancor più lesiva dei diritti del contribuente laddove gli interessi e le competenze ingiunte si riferiscono a periodi d'imposta vecchi di oltre 10 anni.

Sospensione dell'ipoteca esattoriale (o meglio dei suoi effetti)

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Con l'ordinanza n.73/3/2015, la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia ha sospeso gli effetti del provvedimento d'iscrizione d'ipoteca eseguita dall'agente della riscossione sulla prima casa di proprietà di un contribuente evidentemente moroso con l'amministrazione finanziaria.
Nell'impugnare la comunicazione d’iscrizione di ipoteca, il ricorrente ha chiesto la sospensione dell'atto laddove nel medesimo veniva precisato che in mancanza del versamento integrale delle somme a debito si sarebbe proceduto alla vendita all’asta dell'immobile.
Nell'accogliere l'istanza di sospensione la Commissione adita ha dapprima ricordato che l’articolo 77 del Dpr 602/1973 consente all’agente della riscossione di iscrivere ipoteca solo per assicurare (misura cautelare) la tutela del credito indicato nel ruolo sempre che l’importo complessivo per cui procede non sia inferiore complessivamente a 20mila euro.

L'opposizione a decreto ingiuntivo per oneri condominiali e le questioni attinenti i vizi della delibera

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Il giudice innanzi al quale è stata proposta opposizione a un decreto ingiuntivo emesso per contributi condominiali non versati si deve limitare a verificare l’esistenza e la permanente efficacia delle relative deliberazioni assembleari e non può esercitare in via incidentale, sulla loro validità, il sindacato che è riservato invece al giudice che si occupa del giudizio di impugnazione delle delibere stesse. (sul punto già Sez. Unite con la sent. n. 4421 del 27 febbraio 2007 e con la sent. n. 26629 del 18 dicembre 2009, Cass. sent. 7262 del 27 gennaio 2014)

Condominio - Delibere assembleari - Presupposti - Convocazione degli aventi diritto

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Corte di Cassazione, Sezione 6 civile
Ordinanza 24 ottobre 2014, n. 22685

"Seppure e' corretto affermare che il condomino, il quale chieda l'accertamento della invalidita' della deliberazione, deve fornire la prova che le regole di formazione della volonta' assembleare non siano state rispettate (Cass. 8/11/1989 n. 4691; Cass. 14/3/1987 n. 2658; Cass. 27/6/1978 n. 3169), l'onere di provare che tutti i condomini siano stati tempestivamente avvisati della convocazione incombe, viceversa, sul condominio e non gia' sul condomino il quale eccepisca l'invalidita' della deliberazione assembleare, perche' non puo' porsi a suo carico l'onere di una dimostrazione negativa quale quella della mancata osservanza dell'obbligo di tempestivo avviso all'universalita' dei condomini (cfr. Cass. 4/3/2011 n. 5254, Cass. 8/12/1987 n. 9109), avviso che si pone elemento costitutivo della validita' della delibera".

rif. Art. 1136 6° comma c.c.
 
L'assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati. Delle riunioni dell'assemblea si redige processo verbale da trascrivere nel registro tenuto dall'amministratore.

Rovina di edificio: l'amministratore è legittimato ad agire anche senza autorizzazione

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La Corte di Cassazione, con la sentenza n.215/2015 ha precisato che la legittimazione dell'amministratore di condominio - derivante dall'articolo 1130 c.c., comma 1, n. 4 - a compiere gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell'edificio, gli consente anche di promuovere azione di responsabilita', ai sensi dell'articolo 1669 c.c., nei confronti del costruttore a tutela dell'edificio nella sua unitarieta', senza necessità di munirsi di previa apposita autorizzazione dell’assemblea dei condomini.



Rif: articolo 1130 C.C.
Attribuzioni dell'amministratore
L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:
1) eseguire le deliberazioni dell'assemblea, convocarla annualmente per l'approvazione del rendiconto condominiale di cui all'articolo 1130-bis e curare l'osservanza del regolamento di condominio;
2) disciplinare l'uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell'interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini;
3) riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell'edificio e per l'esercizio dei servizi comuni;
4) compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell'edificio;

CONTRIBUTO UNIFICATO TRIBUTARIO

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CONTRIBUTO UNIFICATO TRIBUTARIO

Con  il D.L. 98/2011 è stato introdotto anche nel processo tributario l'obbligo di versamento del contributo unificato.
Il contributo è dovuto per ogni causa tributaria, quindi sia in primo grado che innanzi alle Commissioni tributarie regionali, ed il suo valore viene determinato prendendo in considerazione il solo importo dell'imposta richiesta escludendo gli interessi e le sanzioni contenute nell'atto impugnato.

Nuova rateazione Equitalia per chi è decaduto al 31.12.2014

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Tutti i contribuenti che al 31 dicembre 2014 sono decaduti da una rateazione attivata in precedenza possono riottenere una nuova dilazione dei ruoli a suo tempo rateizzati presentando, entro e non oltre il 31 luglio 2015, una nuova istanza. 
Tuttavia, la normativa prevede che il nuovo piano di dilazione può essere concesso per un massimo di 72 rate mensili e in caso di mancato pagamento di sole due rate, anche non consecutive, il contribuente sarà definitivamente decaduto dal beneficio di rateazione.
La nuova istanza, comunque, potrà essere presentata anche in pendenza di atti esecutivi
Tuttavia, l’agente della riscossione non potrà né iniziare né proseguire alcun pignoramento o espropriazione forzata né potrà attivare nuove misure cautelari, come l’iscrizione di ipoteca o del fermo amministrativo. Eventuali pignoramenti, fermi e ipoteche già disposti prima dalla riammissione mantengono, invece, i loro effetti. Pertanto, i soggetti riammessi dovranno fare molta attenzione alla puntualità dei pagamenti delle rate del nuovo piano di ammortamento per non decadere nuovamente.
Infine, in attesa di chiarimenti da parte dello stesso agente della riscossione, si può ipotizzare che trattandosi di una proroga di rateazione, il contribuente non dovrebbe avere l'obbligo di presentare alcuna ulteriore documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica (l’Isee per i privati o gli indici di bilancio per le società).
 Riferimenti: Art. 11-bis del Dl 66./2014

La comunicazione d'ipoteca non interrompe il termine di prescrizione

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La commissione tributaria regionale di Bari, con la sentenza n.1538/13/14 ha precisato che la comunicazione d’iscrizione ipotecaria per crediti in cartella non ha valenza di atto di costituzione in mora, avendo unicamente finalità cautelare e, pertanto, non ha effetto interruttivo della prescrizione della pretesa tributaria

MODELLO ISTANZA DI SGRAVIO IN AUTOTUTELA PER TRIBUTI PRESCRITTI

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  Oggetto: Richiesta di annullamento totale in autotutela

In nome e per conto del sig. ............, cod. fisc. .........., che sottoscrive la presente per rato:

si formula istanza di autotutela

affinchè Codesto Ufficio Voglia riesaminare e procedere all’annullamento totale dei sottoindicati ruoli:
ruolo n........ del 2001 anno d’imposta 1996 per ;
ruolo n.0....... del 2002 anno d’imposta 1998 per ;
ruolo n.........del 2003 anno d’imposta 1999 per;

FACSIMILE RICORSO CONTENTE ISTANZA DI RECLAMO ART.17bis D.LGS. 546/92

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ON.LE COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI______
RICORSO CON ISTANZA
 AI SENSI DELL’ART.17bis D.LGS. 546/92
In favore di______, nato a___ il_____  ed ivi residente alla via__ (Cod. fisc.___) elettivamente domiciliato presso lo Studio dell’avv. ________, corrente in Bari alla via _______, dal quale è rappresento e difeso giusta mandato conferito a margine. Il sottoscritto difensore dichiara di voler ricevere le comunicazioni al seguente n. di fax____: o alla casella di posta certificata:__________                      
- ricorrente -
Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale______ – Ufficio territoriale di_____, in persona del funzionario pro tempore,
-resistente-
Avverso
Avviso di accertamento n…………….notificato il
Premesso che

FACSIMILE DI RICORSO PER DECRETO INGIUNTIVO PER CREDITI CONDOMINIALI

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GIUDICE DI PACE DI BARI
RICORSO PER DECRETO INGIUNTIVO

In favore del Condominio   , in persona dell’amministratore pro tempore, sig.  , con sede in  , Cod. Fisc.: , rappresentato e difeso in virtù di mandato conferito a margine del presente atto, dall’Avv.  , presso il cui studio in Bari, alla Via  , elegge domicilio. Il sottoscritto difensore dichiara di voler ricevere le comunicazioni al n. di fax:   o alla casella pec:   
Premesso che