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Ingiunzione fiscale: breve rassegna giurisprudenziale

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L’ingiunzione fiscale è uno strumento di riscossione coattiva delle entrate (sia di diritto pubblico che privato) che, seppur vetusto – giacchè è disciplinato dal R.D. 14 aprile 1910 n. 639 – è tutt’oggi fortemente utilizzato dagli Enti locali per la riscossione dei tributi minori. Per caratteristiche, la dottrina, da sempre, lo accomuna al precetto di pagamento disciplinato dal codice di procedura civile. Del medesimo avviso è anche la Corte di Cassazione (su tutte con la sentenza n.8162 del 15/06/2002) secondo cui presupposto fondamentale per poter ricorrere all’ingiunzione fiscale, è che il credito in base al quale viene emesso l’ordine di pagamento sia certo, liquido ed esigibile e ciò all’evidente scopo di tutelare le posizioni soggettive di coloro che vengono in contatto con gli Enti pubblici.

Imposta di registro su sentenze: gli interessi moratori si tassano in misura proporzionale

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Sentenza del 11/02/2014 n. 748 – CTR Lazio
Massima:
4055262-law-concept-of-justice-symbolGli interessi moratori maturati sulle somme oggetto di condanna hanno natura risarcitoria e pertanto non concorrono a formare la base imponibile ai fini IVA. Gli stessi, pertanto, ai fini dell’imposta di registro, devono essere tassati in misura proporzionale del 3% ai sensi della Tariffa allegata al DPR n.131/1986.
***
Ai fini della registrazione delle sentenze bisogna tenere distinto il regime di tassazione applicabile alla sorte capitale rispetto a quello attuabile sugli interessi moratori liquidati nel provvedimento giurisdizionale.
Difatti, se, ad esempio, la sorte capitale riguarda la cessione di beni o la prestazione di servizi soggetti ad IVA, l’imposta di registro andrà applicata in misura fissa in forza del principio di alternatività tra IVA e REGISTRO in quanto, detto principio è applicabile anche agli atti giudiziari portanti la condanna a cessioni di beni e prestazioni soggette ad IVA (rif. art.40 del dpr 131/86).
Il principio di alternatività, dunque, vede la prevalenza della normativa in materia di imposta sul valore aggiunto rispetto a quella di registro. Ne consegue che il trattamento fiscale previsto agli effetti di tale tributo dipende direttamente dalla qualificazione che, ai fini IVA, viene attribuita all’operazione.
Al contrario, gli interessi moratori maturati sull’obbligazione principale non concorrono a formare la base imponibile ai fini IVA ed in conseguenza devono essere tassati in misura proporzionale del 3% ai sensi della Tariffa allegata al dpr 131/86 in quanto, gli stessi, sono svincolati dalla obbligazione principale e rivestono un carattere risarcitorio.
Avv. Nicolavito Poliseno