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La notifica agli eredi del contribuente – Corte di Cassazione 09 gennaio 2014, n. 228

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Ancora una volta, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sulla vexata quaestio della notifica degli atti fiscali agli eredi del contribuente. Il problema è sempre lo stesso: quando può ritenersi valida la notifica di un accertamento o di una cartella di pagamento intestata ad un contribuente deceduto?
I giudici di legittimità, sulla scorta di una serie di pregresse pronunce emesse sulla medesima questione, hanno così disposto: “in sostanza, a norma del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 65, l’atto impositivo, intestato al dante causa, può essere notificato nell’ultimo domicilio dello stesso, indirizzando l’atto impersonalmente e collettivamente agli eredi, purché questi non abbiano, almeno trenta giorni prima, comunicato le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale, in quanto la norma, dettata specificamente in materia di notificazione di atti tributari, prevede come unico limite alla notifica collettiva e impersonale l’avvenuta comunicazione nei trenta giorni da parte dei singoli eredi, senza alcun accenno al diverso limite temporale di un anno dall’apertura della successione previsto dalla disciplina processualcivilistica (artt. 30, 286, 330, 477 c.p.c.) per la validità della notificazione collettiva e impersonale, dovendosi perciò ritenere che “il legislatore tributario, posto a carico degli eredi un onere di informazione, faccia poi ricadere sui medesimi le conseguenze del mancato assolvimento di tale onere, dispensando gli uffici finanziari dalla ricerca specifica e individuale di ciascun erede, quale che sia il tempo trascorso dall’apertura della successione” (Cass.7645/2006)“.

Contributo unificato tributario dovuto per ogni singolo atto impugnato (Legge di stabilità 2014)

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contributo-unificatoCon la legge di stabilità 2014 (cfr. articolo 1, commi 598 e 599), il legislatore ha messo la parola fine sulla querelle relativa alla corretta determinazione del contributo unificato nel processo tributario allorquando, con  unico ricorso, il contribuente intenda impugnare più atti impositivi o appellare diverse sentenze. Dal 1° gennaio 2014, infatti, il contributo unificato va determinato inequivocabilmente con riferimento ad ogni singolo atto impugnato, sia per il primo grado di giudizio che per l’appello.

In verità, con la direttiva n.2 del 2012, il ministero dell’Economia aveva già precisato che ai fini della determinazione del contributo unificato tributario occorreva fare riferimento al valore delle imposte indicate nel singolo atto impugnato e non al totale di tutti i tributi contenuti nei diversi atti, seppur impugnati con un solo ricorso.

La necessità di tale preciso intervento è scaturito verosimilmente dal contrasto giurisprudenziale che si stava iniziando a  formare nelle aule delle Commissioni tributarie provinciali.

Difatti, secondo alcune pronunce di merito (su tutte Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, sentenza n.120 del 18.07.2013 http://www.nonpagarelacartella.it/ricorso-cumulativo-calcolo-del-contributo-unificato-nel-processo-tributario/ ),  il valore del contributo unificato andava determinato sulla somma totale di tutte le imposte contenute negli atti impugnati. Al  contrario, il Collegio provinciale barese, con la sentenza n. 182 del 16 ottobre 2013, si era espresso in senso diametralmente opposto, statuendo come segue: “Impugnare più atti dinanzi al G.T. con un unico o separati ed autonomi ricorsi è una facoltà del ricorrente che, però, non può tradursi in un risparmio nel versamento del contributo unificato in conseguenza di un cumulo giuridico ed economico insussistente. Le singole questioni trattate in un unico ricorso rimangono autonome ed avranno, alla conclusione del giudizio, una loro autonoma definizione. La possibilità di trattare diverse questioni tra loro connesse soggettivamente ed eventualmente oggettivamente risponde all’esigenza di economia processuale che non può tradursi un una economia nella determinazione della misura del contributo unificato in favore del ricorrente in relazione alla sua scelta processuale”.

Si ricorda, infine, che il contributo unificato tributario è stato introdotto col D.L. 98/2011 ed il suo valore dev’essere determinato prendendo in considerazione il solo importo dell’imposta richiesta, escludendo gli interessi e le sanzioni contenute nell’atto impugnato. Inoltre, il valore della lite deve risultare da apposita dichiarazione da rendere in calce al ricorso introduttivo del giudizio.

Avv. Nicolavito Poliseno

On line il nuovo Massimario delle Commissioni Tributarie della Puglia 2013

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MASSIMARIO TRIBUTARIO 1-2 2013 Il nuovo Massimario delle Commissioni tributarie della Puglia 2013 é stato pubblicato nella home page del centro ricerche e documentazione economica e finanziaria della Scuola superiore dell’economia e delle finanze (http://rivista.ssef.it/site.php?page=20131220085515218…).
La rivista ospita un’attenta selezione delle decisioni dei giudici pugliesi, annotate da accademici e professionisti, e si conferma osservatorio privilegiato sull’evoluzione del diritto giurisprudenziale tributario. 

Tutte le decisioni massimate nel presente volume sono disponibili, in formato elettronico e in versione integrale, nella banca dati “documentazione economica e finanziaria” (http://def.finanze.it/DocTribFrontend/RS1_HomePage.jsp). 
E’ possibile ritirare gratuitamente il volume presso gli ordini professionali della Puglia, il Tribunale di Bari, l’Ufficio del Massimario della Commissione tributaria della Puglia ed il Servizio finanze della Regione Puglia.