Consulenza ed Assistenza

Consulenza ed assistenza in merito a cartelle di pagamento e riscossione, fermo ed ipoteche, pignoramneti presso terzi

FOCUS - L'intimazione di pagamento

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L'intimazione di pagamento è l'atto che da impulso alla fase esecutiva.
Ai sensi dell'art. 50 del D.P.R. n.602/73, qualora sia decorso un anno dall'invio della cartella di pagamento senza che sia iniziata l'azione espropriativa, l'agente della riscossione deve inviare un avviso contenente  l'intimazione ad adempiere il pagamento entro 5 giorni dalla notifica.
Se entro detto termine, il contribuente non dovesse saldare quanto dovuto, il Concessionario potrà azionare l’esecuzione forzata del credito erariale.
L'intimazione, al pari della cartella, è un atto che incide direttamente sulla sfera economico-patrimoniale del contribuente  pertanto ben può essere impugnata innanzi alla magistratura ordinaria e tributaria.
Ai fini di una corretta azione giudiziale, tu
ttavia, occorre sapere che i tempi e i termini di detta azione variano a seconda della natura del credito.
Difatti, se l'intimazione riguarda crediti di natura tributaria, il contribuente dovrà necessariamente adire, nel termine perentorio di 60 giorni dalla notifica, la Commissione tributaria provinciale competente in quanto, l'art.57 del DPR n.602/73 preclude espressamente la facoltà di esperire le opposizioni ex art. 615 e ss. c.p.c. per gli atti  di esecuzione di natura tributaria.
Se invece l'intimazione riguarda importi dovuti a titolo di sanzioni amministrative derivanti dalla violazione delle norme del codice della strada, l'impugnazione dovrà essere esercitata innanzi al giudice ordinario con le seguenti azioni:

1) qualora si contesti la mancata notificazione dell'ordinanza - ingiunzione o del verbale di accertamento di violazione al codice della strada, il contribuente può avvalersi dello strumento dell’opposizione ai sensi della L. n.689 del 1981 (30 giorni dalla notifica della cartella);

2) qualora si contesti la legittimità dell'iscrizione a ruolo per omessa notifica della stessa cartella, e quindi per la mancanza di un titolo legittimante l'iscrizione a ruolo, o si adducano fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo, sarà possibile esperire l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. ;

3) qualora si deducano vizi formali della cartella esattoriale o del successivo avviso di mora, si potrà esperire l'opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. entro il termine di 20 giorni dalla notifica dell'atto;
Tale distinguo è stato di recente ribadito dalla sentenza n.6565 del 14.03.2013 della Corte di Cassazione.

Le opposizioni all'esecuzione e agli atti esecutivi (artt. 615 e 617 c.p.c.) possono essere utilizzate anche per impugnare le intimazioni riguardanti i contributi previdenziali. Tuttavia, qualora il contribuente intenda contestare il merito della pretesa, l'opposizione andrà proposta mediante ricorso da presentare al Tribunale ordinario in funzione del giudice del lavoro entro 40 giorni dalla notifica dell'atto.

Avv. Nicolavito Poliseno

DECADENZA E PRESCRIZIONE NELLA FASE DI ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE

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La conoscenza dei concetti di prescrizione e decadenza è indispensabile al fine di garantire la piena tutela dei contribuenti nel caso di richieste di pagamento che provengono dalle amministrazioni pubbliche e dai concessionari per la riscossione e che, spesso, possono essere tardive poichè inoltrate oltre i termini di prescrizione previsti dalla legge. I due termini, che apparentemente possono sembrare molto simili, in realtà, esplicano effetti radicalmente diversi.
La decadenza può essere definita come la perdita della facoltà di far valere un diritto (di credito) quando il titolare del medesimo (ad es. Comune, Agenzia delle Entrate, Inps) non lo esercita entro il termine perentorio previsto dalla legge.

La prescrizione, invece, può essere definita come una causa di estinzione dei diritti provocata dall’inerzia del titolare che ha omesso di esercitarli per un determinato periodo di tempo stabilito dalla legge.
Quindi, la decadenza si riferisce al decorso infruttuoso del tempo necessario per far valere un diritto, mentre la prescrizione si riferisce al decorso infruttuoso del tempo necessario ad esercitare tale diritto.
Pertanto, può dirsi che la decadenza sorge prima della prescrizione.
Tuttavia, mentre le azioni esercitate dalle amministrazioni statali sono solitamente soggette a decadenza, gli atti della riscossione (cartelle ed intimazioni) sono soggette a prescrizione.
1) Imposte sul reddito, iva, irap:
- se il contribuente ha presentato la dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate deve notificare l’avviso   di accertamento entro il 31/12 del quarto anno successivo a detta presentazione. Esempio: anno d’imposta 2009 – anno presentazione dichiarazione 2010 – termine notifica accertamento 2014.
- in caso di omessa dichiarazione, entro il 31/12 del quinto anno successivo a quello in cui la presentazione avrebbe dovuto essere presentata. Esempio: anno d’imposta 2009 – anno presentazione dichiarazione 2010 – termine notifica accertamento in caso di omessa presentazione 2015.
In caso di denuncia per un reato tributario, i termini ordinari innanzi indicati sono raddoppiati.
In caso di controllo automatizzato l’Agenzia delle Entrate si affida direttamente all’agente della riscossione che dovrà notificare una cartella entro:
il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione in caso di liquidazione automatica.
il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione per i controlli formali.
Per le somme dovute in base agli accertamenti dell’Ufficio, che in caso di mancata contestazioni siano divenuti definitivi, l’agente della riscossione deve provvedere alla notifica della relativa cartella entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

2) Imposta di registro, ipotecaria e catastale:
Accertamento per omessa richiesta di registrazione5 anni dal giorno in cui avrebbe dovuta essere richiesta la registrazione;
in caso di atto registrato3 anni dalla richiesta di registrazione o 5 anni a seguito di registrazione operata d’ufficio;
Incertezza sussiste in merito ai termini di notifica della cartella nel caso in cui l’avviso sia divenuto definitivo. Parte della giurisprudenza sostiene che si applichi il termine di prescrizione decennale da quando l’atto è divenuto definitivo. Altra giurisprudenza, invece, sostiene che si applichi il termine di decadenza biennale previsto dall’art.25 c.1 let.c del DPR 602/73 in materia di imposte dirette ed Iva.
L’invio normativo operato dall’art 17 del D.lgs. 347/90 prevede che i predetti termini previsti per l’imposta di registro si applichino anche alle imposte ipotecarie e catastali.

3) Imposte sulle successioni e donazioni:
Dichiarazione presentata: avviso di liquidazione da notificare entro 3 anni dalla dichiarazione:
Dichiarazione omessa: avviso da notificare entro 5 anni dal termine entro cui la dichiarazione andava presentata
La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dall’apertura della successione.

4) TRIBUTI LOCALI: IMU – TARSU – IMPOSTA PUBBLICITA’
Per l’omesso versamento dei tributi locali, il Comune deve notificare l’avviso di accertamento, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere eseguiti.
Se l’accertamento diviene definitivo, poiché non impugnato entro 60 giorni dalla sua notifica, il Comune può procedere alla riscossione coattiva mediante la notifica di una ingiunzione fiscale da notificarsi entro il 31 dicembre del 3° anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

5) Bollo auto, tasse automobilistiche
L’avviso di accertamento in caso di omesso pagamento del bollo, dev’essere notificato entro il 3° anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento.
In caso di accertamento non impugnato, la relativa cartella di pagamento deve essere notificata entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

6) Sanzioni Tributarie
Le sanzione tributarie  si prescrivono, ai sensi dell’art 20 D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, nel termine di cinque anni. La sanzione è assolutamente personale pertanto non è trasmissibile agli eredi.

7) CONTRIBUTI PREVIDENZIALI
A partire dal 1° gennaio 1996, l’azione di recupero dei contributi previdenziali non versati si prescrive nel termine di 5 anni così come previsto dall'art. 3, co. 9, L.335/1995, che ha ridotto il precedente termine decennale.

8) SANZIONI AMMINISTRATIVE – CONTRAVVENZIONI AL CODICE DELLA STRADA
Il termine stabilito dalla legge per la notifica dei verbali  per le sanzioni amministrative è di cinque anni e decorre dalla data dell’accertamento dell’infrazione (art.28 della Legge n. 689/81).
La successiva cartella di pagamento deve essere notificata entro il termine di 2 anni dalla consegna del ruolo. (L. Finanziaria 2008)
Dubbi sorgono in merito all'ambito di applicazione del termine biennale in quanto la norma parla solo di sanzioni di spettanza comunale. Parrebbe, pertanto, che la suddetta previsione non trovi applicazione per le contravvenzioni elevate da altri organi diversi da quelli comunali quali, ad esempio, la Polizia Stradale.

Avv. Nicolavito Poliseno