Consulenza ed Assistenza

Consulenza ed assistenza in merito a cartelle di pagamento e riscossione, fermo ed ipoteche, pignoramneti presso terzi

E’ valida la cartella priva di motivazione se emessa a seguito dei controlli automatizzati

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Corte di Cassazione n.16983 del 04.08.2011

E’ valida la cartella di pagamento non motivata se questa si basa sui dati raccolti nella dichiarazione dei redditi presentata dal contribuente e, pertanto, emessa a seguito del controllo automatizzato. Infatti, in tema di riscossione delle imposte sul reddito, la cartella di pagamento, nell'ipotesi di liquidazione dell'imposta ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, costituisce l'atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere motivata. Tuttavia, nel caso di mera liquidazione dell'imposta sulla base dei dati forniti dal contribuente nella sua dichiarazione, nonché qualora vengano richiesti interessi e sovrattasse per ritardato od omesso pagamento, il contribuente si trova già nella condizione di conoscere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa fiscale, con l'effetto che l'onere di motivazione può considerarsi assolto dall'Ufficio mediante mero richiamo alla dichiarazione medesima.

IRAP - Autonoma organizzazione - Studio associato - Organizzazione minimale - Prelievo - Sussiste

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CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 settembre 2011, n. 20018

Un contribuente, libero professionista impugnava il rigetto dell'istanza presentata per ottenere il rimborso dell'lrap pagata negli anni 1998/2001. In primo grado la domanda veniva respinta. Rigettando l'appello, la CTR rilevava "che la contribuente, nell'espletamento dell'attività, oltre che l'effettuazione di varie spese, ha realizzato compensi di una certa consistenza..." Ed ha aggiunto che "si può pervenire alla dimostrazione di una struttura organizzativa attraverso le stesse dichiarazioni della contribuente, che conducono a ritenere che la stessa contribuente opera in forma associativa nello studio V. e quindi, per sua stessa ammissione, è parte di una più ampia organizzazione". La contribuente ricorre per la cassazione della sentenza.

L'ulteriore elemento considerato dalla CTR - e criticato col ricorso - (concernente la notevole consistenza dei compensi realizzati dalla contribuente) non costituisce supporto necessario della decisione impugnata, validamente fondata sul solo rilievo dell'esercizio dell'attività quale membro di associazione professionale ("L'esercizio in forma associata di una professione liberale (nella specie, dottore commercialista) è circostanza di per sé idonea a far presumere l'esistenza di una autonoma organizzazione di strutture e mezzi, ancorché non di particolare onere economico, nonché dell'intento di avvalersi della reciproca collaborazione e competenze, ovvero della sostituibilità nell'espletamento di alcune incombenze, sì da potersi ritenere che il reddito prodotto non sia frutto esclusivamente della professionalità di ciascun componente dello studio. Ne consegue che legittimamente il reddito dello studio associato viene assoggettato all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), a meno che il contribuente non dimostri che tale reddito è derivato dal solo lavoro professionale dei singoli associati" 24058/09)".

L’ipoteca iscritta a distanza di un anno dalla notifica della cartella deve essere preceduta dall’intimazione di pagamento

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Commissione Tributaria Regionale Bari, sentenza n.63/9/11 del 13.04.2011

È illegittima l’iscrizione ipotecaria eseguita oltre un anno dalla notifica della cartella di pagamento se al contribuente non è stato preventivamente notificato l’avviso contenente l’intimazione ad adempiere al pagamento ai sensi dell’art. 50, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973 n.602.

La sentenza

La commissione tributaria provinciale di Bari accoglieva il ricorso di un contribuente che eccepiva l’illegittimità dell’ipoteca iscritta sui suoi cespiti poiché attuata oltre un anno dalla notifica delle cartelle di pagamento senza la preventiva notifica dell’intimazione di pagamento ex art. 50 comma 2 del D.P.R. 602/73.

Avverso la sentenza di primo grado proponeva appello l’agente della riscossione per chiederne la riforma.

In particolare, il Concessionario ha sostenuto che la mancata notifica dell’intimazione non è requisito preliminare per l’iscrizione ipotecaria dato che il precetto normativo di cui all’art.50 co.2 del citato D.P.R. si riferisce esclusivamente alla fase di espropriazione e pertanto non può applicarsi all’iscrizione ipotecaria.

A sostegno della bontà del proprio operato ha inoltre richiamato la risoluzione n.128/E del 24.04.2002 con cui l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il vincolo posto dal secondo comma dell’art. 50 è inteso ad esclusiva tutela del contribuente in relazione alle solo procedure esecutive immobiliari e non anche alle misure cautelari conservative.

Nel confermare la sentenza della Provinciale, il Collegio Regionale Pugliese ha osservato, preliminarmente, che l’iscrizione ipotecaria, pur non essendo vincolata all’espropriazione forzata si connota comunque dei medesimi presupposti e condizioni. Infatti, secondo i giudici, l’ipoteca, al pari del fermo amministrativo e dell’espropriazione, dipende direttamente ed immediatamente dalla concreta ed attuale piena efficacia della pregressa notifica della cartella di pagamento pertanto, pur esplicitando una funzione meramente cautelare del credito, non può essere fine a se stessa ma funzionale alla fase esecutiva essendo preordinata all’espropriazione.

Ne discende che anche l’iscrizione di ipoteca, prevista dall’art. 77 del D.P.R. sulla riscossione, è soggetta al vincolo contenuto nell’art. 50 co.2 secondo cui se è decorso più di un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’agente della riscossione deve notificare al debitore l’intimazione ad adempiere al pagamento dovuto entro 5 giorni, in difetto l’iscrizione ipotecaria è illegittima.

La mancata attivazione della fase espropriativa nel termine annuale, infatti, comporta il venir meno della capacità del ruolo (ossia del credito contenuto nella cartella esattoriale) a valere come titolo esecutivo, essendo la sua efficacia sospesa ex lege sino al momento in cui non è ripristinata dalla notificazione dell’intimazione ad adempiere (CTR Bari. n.117 del 25.09.2009).

Commento

L’interessante sentenza della Commissione territoriale di Bari si pone nel solco tracciato da svariate pronunce di merito che ritengono l’iscrizione ipotecaria uno strumento preordinato alla successiva esecuzione forzata, ovvero un meccanismo di esecuzione anticipata ad essa finalizzato.

L’ipoteca infatti, sebbene non sia un atto di espropriazione forzata in senso stretto, rimane comunque un provvedimento funzionale ad essa.

Anche la Suprema Corte si è espressa in tal senso statuendo che l’iscrizione d’ipoteca – equiparabile al fermo amministrativo - “è preordinata alla espropriazione forzata e dunque un atto funzionale all’espropriazione medesima, ovvero un mezzo teso ad agevolare la realizzazione del credito”. (Cass. SS.UU. n. 2053 del 31.01.2006)

Ne discende che l’iscrizione d’ipoteca rappresenta un unicum procedimentale con l’espropriazione forzata e dunque non è concepibile al di fuori del procedimento di espropriazione immobiliare e non è attuabile ove l’espropriazione immobiliare non può essere intrapresa.

Pertanto, la connessione strumentale con la fase di espropriazione forzata immobiliare fa si che l’iscrizione di ipoteca debba essere soggetta all’applicazione non solo della disposizione di cui all’art.77 D.P.R. 602/73 ma anche dei precetti voluti dal legislatore negli artt. 49 e seguenti dello stesso D.P.R. ergo anche quello disposto dall’articolo 50 co.2 secondo cui “se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica, da effettuarsi con le modalità previste dall’art. 26, di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni”.

Solo dopo aver compiuto detta formalità sarebbe legittimo, da parte dell’agente, procedere con l’iscrizione ipotecaria sui beni del debitore.

Ad ogni modo si segnala un orientamento contrario, secondo cui l'avviso di intimazione non è necessario per iscrivere validamente l'ipoteca, in quanto tale avviso sarebbe richiesto solo per la procedura esecutiva vera e propria e non per le misure cautelari, quali appunto l'ipoteca (CTR Toscana, sentenza n.106 del 20.12.2010).

E’ nulla la cartella se non si dimostra la prodromica notifica dell’atto di accertamento

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Commissione tributaria provinciale di Bari, sentenza n.208.10.11 del 13.05.2011

Un contribuente ha impugnato la cartella di pagamento notificatagli da parte di Equitalia eccependo la nullità della stessa in quanto non preceduta dalla prodromica notifica dell’avviso di accertamento.

Nel costituirsi in giudizio, l’Agente, con riferimento alla eccepita mancata notifica dell’atto di accertamento ha dedotto la propria carenza di legittimazione passiva ed ha chiesto alla Commissione adita di disporre, a carico di Equitalia stessa, la chiamata in giudizio dell’Ufficio erariale in quanto unico soggetto legittimato a contraddire alla eccezione sollevata dal contribuente.

Previa concessione della sospensione dell’atto opposto, la Commissione provinciale ha accolto il ricorso del contribuente ed annullato la cartella di pagamento in virtù del fatto che nessuna prova è stata fornita in ordine alla prodromica e necessaria notifica dell’avviso di accertamento.

La richiesta di documenti vale ai fini interruttivi della prescrizione

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Commissione Tributaria Regionale Bari – Sentenza N. 106/9/11

La richiesta fatta per iscritto con cui l’Ufficio chiede al contribuente di presentare la documentazione necessaria a portare a termine un procedimento di rimborso assolve altresì la funzione di atto interruttivo della prescrizione.

“Ritiene la Commissione che detto comportamento dell’Ufficio costituisca un atto interruttivo della prescrizione.

L’interruzione della prescrizione si può verificare, infatti, a seguito di un comportamento di colui che è interessato al compimento della prescrizione e il riconoscimento da parte del debitore può estrinsecarsi sia in una dichiarazione, sia in un qualunque fatto che dimostri in modo inequivoco l’ammissione dell’esistenza del diritto, cioè in un comportamento incompatibile con la volontà di disconoscere la pretesa del creditore.

Deve, in sostanza, attribuirsi effetto interruttivo della prescrizione a qualsiasi atto che presupponga l’esistenza del debito e che sia incompatibile con la volontà di disconoscere la pretesa del creditore”.

IRAP - Piccoli professionisti - Organizzazione modesta o minimale - Prelievo - Sussiste

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CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 27 settembre 2011, n. 19688

Il libero professionista deve pagare l’rap anche se la sua organizzazione è di modesta entità.  Secondo i Giudici di via Cavour “i contribuenti sono dei liberi professionisti, che perciò operano con autonoma organizzazione, e quindi non in maniera subordinata o di collaborazione, né saltuaria od occasionale, bensì con struttura propria, ancorché di modesta entità, tale da costituire la base reale dell'imposizione specifica, e ciò anche prescindendo dal reddito finale”.

La CTR. osservava che non era dato riscontrare la presenza di un'autonoma organizzazione nei confronti dea professionisti di che trattasi, posto che invece si trattava di attività svolta con un assetto organizzativo di rilievo minimale, che quindi non consentiva di ravvisare gli elementi sufficienti per farne scaturire la tassazione, anche perché "l'elemento organizzativo di regola non e riscontrabile nell'attività di lavoro autonomo" .

L'assunto non e esatto, se si considera che in realtà per l'Irap è necessaria la presenza di una struttura che costituisca un di più rispetto agli elementi minimi richiesti per l'esercizio dell'attività professionale, la quale, in mancanza di essi, costituisce l'unico dato che e fonte del reddito derivatone. Ciò posto, tuttavia va osservato che in tema dì IRAP l'applicazione dell'imposta è esclusa soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata. Infatti il requisito dell'autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente:

a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;

b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'"id quod pierumque accidit", il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza dell'organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Costituisce onere del contribuente, che chieda il rimborso dell'imposta assentamente non dovuta, dare la prova dell'assenza delle predette condizioni, e che tuttavia non era stato assolto nel caso in esame dai B. (Cfr. anche Sent. n. 3673 del 2007).