Consulenza ed Assistenza

Consulenza ed assistenza in merito a cartelle di pagamento e riscossione, fermo ed ipoteche, pignoramneti presso terzi

La forma d'impugnazione dell'iscrizione ipotecaria davanti al Tribunale

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Corte di Cassazione, sentenza n.9797 del 2016
Essendo l'ipoteca, così come il fermo, una misura estranea all'espropriazione forzata, né l'una né l'altro vanno contestati dinanzi al giudice ordinario con i rimedi delle opposizioni esecutive. Pertanto, va altresì escluso che sia qualificabile come opposizione agli atti esecutivi, ai sensi dell'art. 617, comma primo o comma secondo, cod. proc. civ., la contestazione che il debitore faccia della regolarità formale dell'iscrizione dell'ipoteca. In tutti i casi in cui la parte attrice chieda la cancellazione dell'iscrizione dell'ipoteca o del fermo (ovvero, secondo altra terminologia, l'annullamento dell'uno o dell'altro di questi provvedimenti), l'iniziativa giudiziaria va qualificata come <<azione di accertamento negativo della pretesa dell'esattore di eseguire i/ fermo», secondo quanto si legge nella su riportata ordinanza, ovvero azione di accertamento negativo della pretesa dell'esattore di iscrivere l'ipoteca, non soggetta ad alcun termine decadenziale (così, di recente, Cass. n. 24234/15, nonché Cass. 25745/15, citata nella memoria del resistente).

Impugnazione della cartella per crediti di natura non tributaria: Azioni esperibili.

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Avverso la cartella di pagamento avente ad oggetto pretese di natura diversa da quella tributaria sono esperibili, oltre all'eventuale rimedio c.d. recuperatorio (attinente al merito della pretesa), l'opposizione all'esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., allorché si contesti la legittimità dell'iscrizione a ruolo per difetto di un titolo legittimante o per il sopravvenire di fatti estintivi dell'obbligo, ovvero l'opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 cod, proc. civ., qualora si deducano vizi formali della cartella o degli atti presupposti. 
Corte di Cassazione - Sentenza  25 Febbraio 2016, n.3707


In tema di riscossione mediante iscrizione a ruolo delle entrate non tributarie ai sensi del d.lgs. n. 46 del 1999, la contestazione dell'assoluta indeterminatezza per mancanza di motivazione della cartella di pagamento integra un'opposizione agli atti esecutivi di cui all'art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 46 cit., per la cui regolamentazione rinvia alle forme ordinarie, poiché è diretta a far valere un vizio di forma dell'atto esecutivo, sicché, prima dell'inizio dell'esecuzione, l'opposizione va proposta entro il termine di venti giorni decorrente dalla notificazione della cartella che contiene un estratto del ruolo costituente titolo esecutivo, ai sensi dell'art. 49 del d.P.R. n. 602 del 1973.
Corte di Cassazione, Sezione 3 civile - Sentenza 19 ottobre 2015, n. 21080

E' nulla la cartella notificata oltre i termini di decadenza

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CTP BARI Sez. VI n. 134 11/01/2016

Con la sentenza in commento i Giudici della Comm. Trib. Provinciale di Bari hanno annullato una cartella di pagamento poiché, come lamentato dal contribuente nel ricorso introduttivo, notificata oltre i termini di decadenza previsti per legge in caso di controllo automatizzato delle dichiarazioni fiscali ai sensi dell’art.36 bis del DPR 600/73.
L’art.25 del DPR 602/73 comma 1 lett. a, infatti, stabilisce l’obbligo per il concessionario di notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo o al coobbligato nei confronti dei quali procede, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.
In forza di detta disposizione normativa, i giudici della CTP di Bari hanno rilevato che la pretesa dell’amministrazione finanziaria si riferiva ad una dichiarazione presentata nel 2011 per il periodo d’imposta 2010 pertanto la notifica della relativa cartella andava eseguita entro il 31/12/214 e non come avvenuto nel caso di specie in data 26/01/2015.
I giudici, proseguendo, si sono anche pronunciati sull’eccezione sollevata da Equitalia, relativa alla carenza di legittimazione passiva del concessionario, sul presupposto che la decadenza del ruolo coinvolge esclusivamente l’ente impositore, nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate.
Tuttavia, il Collegio barese ha evidenziato che, se per un verso è vero che il ritardo nella notifica della cartella ha causato la decadenza dell’Agenzia del potere di richiedere le somme derivanti dal controllo automatizzato, è altrettanto vero che tale decadenza è imputabile esclusivamente all’agente della riscossione e, per l’effetto, l’unico soggetto legittimato a risponderne in giudizio, è appunto l’Equitalia Sud SpA.

La nullità della delibera assembleare in sede di opposizione a decreto ingiuntivo

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Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per oneri condominiali il condomino opponente non può eccepire l’invalidità della relativa assemblea quando si tratti di delibere c.d. annullabili. Queste, infatti,  devono essere impugnate entro 30 giorni dalla loro approvazione o, in caso di condomino assente, entro 30 giorni dal ricevimento del verbale di assemblea.
A ciò aggiungasi che, copiosa giurisprudenza, da ultimo la Cassazione con la sentenza n. 7262 del 27 gennaio 2014, è oramai dell’opinione che il giudice innanzi al quale è stata proposta opposizione a un decreto ingiuntivo emesso per contributi condominiali non versati  deve limitarsi a verificare l’esistenza e la permanente efficacia delle relative deliberazioni assembleari e non può esercitare in via incidentale, sulla loro validità, il sindacato che è riservato invece al giudice che si occupa del giudizio di impugnazione delle delibere stesse.
In pratica, in sede di opposizione al decreto ingiuntivo, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti la validità della delibera condominiale, ma solo questioni riguardanti l'efficacia della medesima.
Discorso diverso, invece, merita la casistica delle assemblee affette da nullità.

Ricorso/reclamo anche per gli accertamenti catastali

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Dal 1° gennaio 2016 la mediazione tributaria sarà applicabile anche agli accertamenti catastali di valore indeterminabile.
In pratica, per tutti gli atti con cui l’Ufficio provinciale Territorio dell’agenzia delle Entrate procederà alla rettifica del classamento di un immobile, rideterminandone il valore della rendita catastale, il ricorso al giudice tributario produrrà gli effetti di un reclamo a cui farà seguito il riesame dell'atto impugnato da parte dello stesso ente che lo ha emanato. 
Si ricorda che gli atti di rettifica della rendita catastale, essendo di valore indeterminabile, scontano sempre e solo il contributo unificato tributario di € 120,00 da versarsi contestualmente al deposito del ricorso presso la Commissione tributaria territorialmente competente.