Per l'evasione dell'imposta di bollo su assegni postdatati è solidalmente responsabile anche il terzo che si trovi nel semplice possesso dei titoli.


CTR di Bari- sentenza n.2229/11/15.
Per l’evasione dell’imposta di bollo relativa ad assegni bancari postdatati, risponde solidalmente con i soggetti titolari del rapporto giuridico sottostante, nella fattispecie traente-debitore e prenditore-creditore, anche il soggetto terzo che viene trovato nel materiale possesso di detti titoli (nel caso di specie si trattava di un agente di commercio).
Difatti, l’art.22 del DPR 646/1972, tendente a garantire comunque il pagamento dell'imposta non assolta, riguarda solidalmente non solo coloro che sottoscrivono (parti in senso stretto), ma anche coloro che "... ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con le disposizioni... ". 


La vicenda.

Un agente di commercio era stato trovato nel possesso materiale di 16 assegni bancari post datati e, in forza di tanto, diveniva destinatario – unitamente al traente ed al prenditore dei titoli – di un avviso di liquidazione con cui l’Amministrazione Finanziaria intimava il pagamento dell’imposta di bollo evasa e delle relative sanzioni.
Il contribuente ricorreva alla C.T.P. di Bari eccependo la propria estraneità ad ogni tipo di rapporto di cui all'art.22, CO. 1, del DPR 646/72, sostenendo che detta disposizione riguardasse i traenti ed i beneficiari (negozianti di giocattoli ed aziende distributrici), per i quali egli svolgeva attività di agente rappresentante sul territorio.
La commissione tributaria provinciale di Bari rigettava il ricorso.
Avverso la sentenza di rigetto, il contribuente proponeva appello insistendo nella propria estraneità nei rapporti tra traente-debitore e prenditore-creditore, unici responsabili solidali.

La decisione dei Giudici della Regionale.

 
Il Collegio non ha condiviso l’interpretazione del citato art. 22 fornita dal contribuente secondo cui la legittimazione passiva solidale riguarderebbe soltanto i soggetti titolari del rapporto giuridico sottostante e non anche soggetti terzi, quale
appunto risulterebbe l'agente di commercio.
Secondo i Giudici, invece, la norma invocata, tendente a garantire comunque il pagamento dell'imposta non assolta, riguarda solidalmente non solo coloro che sottoscrivono (parti in senso stretto), ma anche coloro che "... ricevono, accettano o negoziano atti,documenti o registri non in regola con le disposizioni... “.

La norma richiamata:

Art. 22 co.1 DPR 646/72 – Solidarietà

Sono obbligati in solido per il pagamento dell'imposta e delle eventuali sanzioni amministrative:

1) tutte le parti che sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola con le disposizioni del presente decreto ovvero li enunciano o li allegano ad altri atti o documenti;


2) tutti coloro che fanno uso, ai sensi dell'art. 2, di un atto, documento o registro non soggetto al bollo fin dall'origine senza prima farlo munire del bollo prescritto.

La parte a cui viene rimesso un atto, un documento o un registro, non in regola con le disposizioni del presente decreto, alla formazione del quale non abbia partecipato, è esente da qualsiasi responsabilità derivante dalle violazioni commesse ove, entro quindici giorni dalla data del ricevimento, lo presenti all'ufficio del registro e provveda alla sua regolarizzazione col pagamento della sola imposta. In tal caso la violazione è accertata soltanto nei confronti del trasgressore.

Indipendentemente dalle pene previste dal codice penale, il venditore o il locatore delle macchine bollatrici o chi comunque le dà in uso a qualsiasi titolo è responsabile, in solido con l'utente, della imposta di bollo e delle sanzioni per le infrazioni rese possibili da difetti di costruzione delle macchine, da irregolare fornitura di punzoni o dall'omissione della comunicazione all'amministrazione finanziaria della vendita, della locazione o della dazione in uso delle macchine stesse.

 

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