Sospensione dell'ipoteca esattoriale (o meglio dei suoi effetti)

Con l'ordinanza n.73/3/2015, la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia ha sospeso gli effetti del provvedimento d'iscrizione d'ipoteca eseguita dall'agente della riscossione sulla prima casa di proprietà di un contribuente evidentemente moroso con l'amministrazione finanziaria.
Nell'impugnare la comunicazione d’iscrizione di ipoteca, il ricorrente ha chiesto la sospensione dell'atto laddove nel medesimo veniva precisato che in mancanza del versamento integrale delle somme a debito si sarebbe proceduto alla vendita all’asta dell'immobile.
Nell'accogliere l'istanza di sospensione la Commissione adita ha dapprima ricordato che l’articolo 77 del Dpr 602/1973 consente all’agente della riscossione di iscrivere ipoteca solo per assicurare (misura cautelare) la tutela del credito indicato nel ruolo sempre che l’importo complessivo per cui procede non sia inferiore complessivamente a 20mila euro.
Il Collegio ha successivamente evidenziato che l’articolo 76 dello stesso decreto stabilisce che se l’unico immobile del debitore è adibito a uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente, l'Equitalia non può precedere alla vendita all'asta del bene.
Da tanto è discesa la decisione del Collegio di sospendere gli effetti dell’atto impugnato, riferendosi in particolare, alla "minaccia", contenuta nella comunicazione, di dar corso alla procedura espropriativa in caso di mancato adempimento delle somme ivi indicate.
Sulla richiesta di sospensione
Nel ricorso medesimo, il contribuente ha chiesto al giudice la concessione della sospensione degli effetti esecutivi dell'atto impugnato, così come previsto dall’articolo 47 del Dlgs 546/1992.
La concessione della sospensiva, produce appunto l'effetto di sospendere l'atto impugnato sino alla sentenza del giudizio.
Tuttavia, affinchè il Collegio conceda la sospensione del provvedimento impositivo occorre che il contribuente dimostri la sussistenza dei due requisiti richiesti dalla legge: il fumus boni iuris, ovvero la fondatezza dell’impugnazione con riferimento a vizi o errori contenuti nel provvedimento, ed il periculum in mora ovvero la prova che l'esecuzione dell'atto, nelle more del giudizio, possa arrecare evidenti danni al contribuente/ricorrente.
La sussistenza dei suddetti requisiti viene discussa in un'apposita udienza "preliminare" rispetto al merito della controversia.
Sul pignoramento immobiliare
In tema di pignoramenti immobiliare, si rammenta che il Dl 69/2013 ha limitato la possibilità per l’agente della riscossione di eseguire esecuzioni immobiliari in caso di inadempimento: non può essere pignorato l’unico immobile del contribuente (fatta eccezione per le abitazioni di lusso) in cui ha la residenza anagrafica e, per gli altri casi, è possibile solo se il debito supera i 120mila euro. L’agente può però iscrivere l’ipoteca sebbene non possa seguire la successiva esecuzione. 
   
D.Lgs.546/92 Articolo 47 - Sospensione dell'atto impugnato
1. Il ricorrente, se dall'atto impugnato può derivargli un danno grave ed irreparabile, può chiedere alla Commissione provinciale competente la sospensione dell'esecuzione dell'atto stesso con istanza motivata proposta nel ricorso o con atto separato notificato alle altre parti e depositato in segreteria sempre che siano osservate le disposizioni di cui all'articolo 22.
2. Il presidente fissa con decreto la trattazione della istanza di sospensione per la prima camera di consiglio utile disponendo che ne sia data comunicazione alle parti almeno dieci giorni liberi prima.
3. In caso di eccezionale urgenza il presidente, previa delibazione del merito, con lo stesso decreto, può motivatamente disporre la provvisoria sospensione dell'esecuzione fino alla pronuncia del Collegio.
4. Il Collegio, sentite le parti in camera di consiglio e delibato il merito, provvede con ordinanza motivata non impugnabile.
5. La sospensione può anche essere parziale e subordinata alla prestazione di idonea garanzia mediante cauzione o fidejussione bancaria o assicurativa, nei modi e termini indicati nel provvedimento.
6. Nei casi di sospensione dell'atto impugnato la trattazione della controversia deve essere fissata non oltre novanta giorni dalla pronuncia.
7. Gli effetti della sospensione cessano dalla data di pubblicazione della sentenza di primo grado.
8. In caso di mutamento delle circostanze, la Commissione su istanza motivata di parte può revocare o modificare il provvedimento cautelare prima della sentenza, osservate per quanto possibile le forme di cui ai commi 1, 2 e 4.

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