Accertamento con adesione – Mancato ascolto del contribuente – Irrilevanza rispetto alla cartella di pagamento

La mancata convocazione del contribuente, a seguito dell’istanza di accertamento con adesione dal medesimo presentata all’ufficio, non è causa di annullamento della cartella di pagamento emessa successivamente per detto avviso.
Questo, in sintesi, l’orientamento della Suprema Corte che, con la sentenza n.24435 del 31.10.2013, ha precisato che  la circostanza lamentata dal contribuente, concernente la sua omessa convocazione in seno al procedimento, non incide sul prodursi della definitività dell’accertamento.
Difatti, precisano i giudici di legittimità, la convocazione del contribuente è mera facoltà dell’ufficio, oggetto di valutazione discrezionale (Cass. 30 dicembre 2009, n. 28051), di guisa che la sua omissione non comporta la nullità del procedimento di accertamento adottato dagli uffici, non essendo tale sanzione prevista dalla legge (Cass. civ., sez. un., 17 febbraio 2010, n. 3676).
Inoltre, in tema di accertamento con adesione, la presentazione dell’istanza di definizione, così come il protrarsi nel tempo della relativa procedura, non comportano l’inefficacia dell’avviso di accertamento, ma ne sospendono soltanto il termine di impugnazione per novanta giorni, decorsi i quali, senza che sia stata perfezionata la definizione consensuale, quest’ultimo, in assenza di tempestiva impugnazione, diviene definitivo, poiché, a norma degli art. 6 e 12 del decreto legislativo 19 giugno 1997 n. 218, soltanto all’atto del perfezionamento della definizione l’avviso perde efficacia (vedi, da ultimo, Cass., ordinanza 2 marzo 2012, n. 3368).

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