FERMO CONTABILE: BASTA IL FUMUS BONI IURIS MA OCCORRE UN PROVVEDIMENTO MOTIVATO E NOTIFICATO

La Suprema Corte ha confermato il proprio precedente indirizzo per cui il fermo amministrativo del pagamento dei debiti amministrativi (art. 69, R.D. 2440/1923 e art. 23, D.Lgs. 472/1997) è legittimo laddove il controcredito della pubblica amministrazione appaia esistente, liquido ed esigibile, senza che assuma alcuna rilevanza il cd. periculum in mora. Ciononostante, esso deve essere adottato attraverso un atto “dotato dei requisiti prescritti dalla legge, compresa un’adeguata motivazione in ordine al “fumus boni iuris” della vantata ragione di credito da parte dell’Amministrazione, e portato a legale conoscenza dell’interessato, per garantirgli ogni tutela giurisdizionale” (C.Cass. sent. n. 11962 del 13 luglio 2012).

Diego Conte (diego.conte@sltc.it)

SLTC – Studio Legale Tributario (www.sltc.it)

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