Tributi - Processo tributario - Ricorso collettivo e cumulativo - Inammissibilità del ricorso

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE FIRENZE - Sentenza 27 gennaio 2012, n.19

 

Svolgimento del processo e motivi della decisione

Con unico ricorso ***** Srl, **** spa, **** SRL impugnano le cartelle di pagamento emesse da EQUITALIA CERIT spa per conto del Consorzio di Bonifica per la difesa del suolo e la tutela dell'ambiente della Toscana Centrale.

In forza del principio dell'onere della prova che grava sull'ente impositore, questi avrebbe dovuto dimostrare l'utilità conseguita dai fondi per effetto dell'attività di bonifica.

Le ingiunzioni sono poi nulle perché non è indicata la sussistenza del perimetro di contribuenza trascritto a norma dell'art. 10 R.D. 215/1933. Sempre in via pregiudiziale eccepisce l'inammissibilità del ricorso per mancata tempestiva impugnazione di un atto pregiudiziale. Nel merito sostiene l'esistenza del beneficio conseguito dagli immobili dei ricorrenti.

Si è costituito in giudizio il Consorzio e in via pregiudiziale eccepisce l'inammissibilità del ricorso proposto con un solo atto da una pluralità di ricorrenti avverso distinte ingiunzioni di pagamento riferite ad anni diversi ed alle quali corrispondono una pluralità di obbligazioni tributarie soggettivamente ed oggettivamente autonome.

Osserva, in relazione alla mancata trascrizione del perimetro di contribuenza nei registri immobiliare detta forma di pubblicità non ha carattere costitutivo dell'onere reale, ma solo carattere di pubblicità notizia.

Con memoria aggiunta deposita piani di classifica 2004/2006: relazione tecnica, perimetro di contribuenza, piano di riparto e schema calcolo tributo.

L'eccezione preliminare di inammissibilità del ricorso è fondata.

Sul punto sono convincenti le argomentazioni della Suprema Corte (Cass. Civile 30 aprile 2010 n. 10578).

E' opportuno precisare che il caso di cui si discute congiura il cd. Ricorso collettivo-cumulativo proposto da soggetti diversi avverso una pluralità di atti al riferiti ad anni diversi e relativi ad una pluralità di obbligazioni tributarie soggettivamente ed oggettivamente autonome.

Nel processo tributario non ci sono norme che trattano il cumulo dei ricorsi; l'art. 1 comma 2 del D.Leg.vo n. 546/92 rinvia alle norme del c.p.c. per quanto non disposto dal decreto e nei limiti della loro compatibilità con le norme dello stesso.

La sentenza Cass. Sez. Unite 3692/09 che riconosce l’ammissibilità in materia tributaria del ricorso cumulativo si riferisce ad un ricorso avverso più sentenze emesse tra le stesse parti, sulla base della medesima ratio, in procedimenti formalmente distinti, ma attinenti al medesimo rapporto giuridico di imposta, pur se riferiti a diverse annualità.

Nel ricorso collettivo-cumulativo il rapporto giuridico di imposta non presenta la necessaria identità degli elementi costitutivi, attenendo a soggetti diversi e diverse situazioni di fatto, tanto che è insussistente il pericolo di contrasto di giudicati.

La soprariferita sentenza della Cassazione 30 aprile 2010 n. 10578 così argomenta richiamando la Cass. SS.UU. 1052/07: "l'ipotesi di  litisconsorzio tributario si configura sempre che "per effetto della norma tributaria o per l'azione esercitata dall'A.F. l'atto impositivo debba essere o sia unitario, coinvolgendo nella unicità della fattispecie costitutiva dell'obbligazione una pluralità di soggetti ed il ricorso, pur proposto da uno o più degli obbligati, abbia ad oggetto non la singola posizione debitoria dei ricorrenti, bensì la posizione inscindibilmente comune a tutti i debitori rispetto all'obbligazione nell'atto autoritativo impugnato ".

Nel processo tributario dunque la contestazione del contribuente postula che tra le cause intercorrano questioni comuni non solo in diritto, ma anche in fatto.

Nel processo tributario un ricorso collettivo e cumulativo è ammissibile solo quando "i provvedimenti impugnati si risolvono in un unico fatto storico nei confronti di più contribuenti". La relazione tecnica depositata dalla Comunità Montana e non contestata dalla parte ricorrente fa ritenere che diversa sia per i ricorrenti la natura e la modalità di determinazione del beneficio derivato ad ogni ricorrente.

L'accoglimento dell'eccezione preliminare postula di non esaminare il merito.

Sussistono giusti motivi per compensare le spese in considerazione della difficoltà della materia e della giurisprudenza favorevole nel merito alla tesi dei ricorrenti.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso. Compensa le spese.

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