la mancata indicazione del termine per impugnare rende nullo l’atto impositivo


La C.T. Reg. di Milano con la sentenza n. 139/27/11 ha dichiarato la nullità dell’atto impositivo che non rechi il termine per ricorrere, l'organo a cui rivolgere l'impugnazione e le forme di proposizione dell'impugnazione.
La Commissione, contrariamente a quanto statuito dal giudice di prime cure, ha ritenuto che la mancata indicazione delle citate menzioni, previste dallo Statuto dei diritti del contribuente (art. 7, L.212/00) come "tassative" indicazioni degli atti impositivi, determina la necessità di disporre l'annullamento dell'atto, in quanto l'omessa indicazione si traduce, in concreto, in una forma di violazione del diritto di difesa.
Difatti, tale omessa indicazione lede gravemente il diritto alla difesa costituzionalmente tutelato. A tal proposito l’art.24 Cost. testualmente sancisce che "la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento".
Ciò posto, i giudici di appello hanno contraddetto quanto statuito nella sentenza di primo grado secondi cui le norme sui requisiti degli atti impositivi, non prevedendo per la loro inosservanza una espressa sanzione, non possono compromettere la legittimità dell’atto impositivo. Tuttavia, secondo la Regionale non si può esulare dal constatare che la sanzione è insita nello stesso dettato normativo, sulla scorta del principio che la violazione di una norma imperativa di legge comporta motu proprio l'illegittimità di un qualsiasi atto conseguente e, comunque, riconducibile alla violazione.

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