E’ valido l’atto notificato all'addetto al servizio del contribuente destinatario

Corte di Cassazione n.23822 del 2011

La notifica dell’avviso di accertamento a mezzo del servizio postale a persona che si definisce addetta “al servizio del destinatario” è validamente eseguita ed esonera l’agente postale dall’eseguire “indagini” volte  ad accertare la corrispondenza al vero delle dichiarazioni rese dal ricevente.

Questo il principio espresso dai giudici di legittimità secondo cui  “nell’ipotesi di notificazione a mezzo del servizio postale, qualora, per l’impossibilità di effettuare la consegna del piego personalmente al destinatario, lo stesso, L. n. 890 del 1982, ex art. 7, comma 2, sia stato come nella specie consegnato, nel luogo indicato sulla busta che contiene l’atto e nel rispetto dell’ordine stabilito da detta norma, a persona dichiaratasi addetta “al servizio del destinatario”, l’agente postale non è tenuto ad accertare la corrispondenza al vero della dichiarazione, essendo sufficiente che essa concordi con la situazione apparente, consistente nella presenza del consegnatario nei luoghi indicati dalla norma, gravando sul destinatario l’onere di provare l’inesistenza della qualità dichiarata dal consegnatario (v. sez. 5^, n. 13063/2006). In questa prospettiva, è consolidato (v. sez. 3^, n. 1605/2005) che l’invalidità della notifica non può essere sostenuta sulla base del solo difetto di rapporto di lavoro subordinato tra consegnatario e destinatario, essendo, invece, sufficiente che esista tra i due una relazione idonea a far presumere che il primo porti a conoscenza del secondo l’atto ricevuto, come si desume dalla generica qualifica di “addetto” richiesta dal legislatore”

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