Le gravi anomalie nella gestione dell'impresa giustificano l'accertamento induttivo

Corte di Cassazione n.11645 del 2011

Il ricorso all'accertamento induttivo sulla base di elementi concreti, quali le gravi anomalie riscontrate nel rapporto tra ricavi ed immobilizzazioni tecniche e tra ricavi ed oneri per il personale dipendente, nonché nella situazione patrimoniale-finanziaria della società, caratterizzata da un cospicuo indebitamento verso le banche, giustificano, secondo i giudici della Cassazione, il ricorso all’accertamento induttivo da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Difatti, in presenza di un comportamento assolutamente contrario ai canoni dell'economia, che il contribuente non spieghi in alcun modo, è legittimo l'accertamento ai sensi dell'art. 39, primo comma, lett. d), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, che consente all'ufficio delle imposte di desumere l'esistenza di attività non dichiarate o l'inesistenza di passività dichiarate anche sulla base di presunzioni semplici, purché queste siano gravi, precise e concordanti, e così di prescindere in tutto o in parte - in base al secondo comma della citata disposizione - dalle risultanze del bilancio e dalle scritture contabili.

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