La compensazione delle spese processuali deve essere adeguatamente motivata

Commissione Tributaria Regionale Bari – sentenza n.25 del 10.02.2011
L’art. 92, secondo comma, c.p.c., dispone che “se vi è soccombenza reciproca o concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente indicate nella motivazione, il giudice può compensare, parzialmente o per intero, le spese tra le parti”.
Tuttavia, non di rado, ci si imbatte in sentenze ove i giudici tributari, pur accogliendo il ricorso proposto dal contribuente compensano le spese processuali senza motivare adeguatamente tale scelta e ricorrendo a scarne formule di stile come la seguente: “ricorrono giustificati motivi per compensare integralmente le spese del giudizio”.
Ciò premesso, la Commissione Tributaria Regionale di Bari è stata chiamata a pronunciarsi proprio in siffatta materia.
Nel caso di specie, a seguito dell’impugnazione di una cartella di pagamento, il Collegio di prime cure accoglieva in toto il ricorso spiegato dal contribuente ma compensava le spese processuali nonostante la questione sottoposta fosse di pacifica soluzione (notifica di cartella emessa al socio accomandante il quale aveva esibito i modelli f24 con cui dava atto di aver già versato l’imposta accertata nei suoi confronti).
Con un unico motivo di gravame, il contribuente sollevava l’illegittimità dell’appellata pronuncia nella parte in cui compensava le spese ma difettava di motivazione in ordine alla stessa voce. Sosteneva, inoltre, che essendo evidente la soccombenza dell’ufficio e non avendo il Collegio esplicitato alcuna ragione atta a giustificare la compensazione delle spese, questa doveva ritenersi priva di fondamento.
A parere dei giudici, l’appello è fondato ed ha trovato accoglimento sul presupposto che, effettivamente, il primo giudice, nel disporre la compensazione delle spese processuali ha inteso applicare l’art.92 del c.p.c. nella parte in cui prevede la compensazione tra le parti in presenza di gravi motivi senza, tuttavia, formulare alcuna motivazione ed utilizzando la generica formula “ricorrono giustificati motivi per compensare integralmente le spese del giudizio”.
A sostegno della propria decisione i giudici baresi hanno richiamato una pronuncia della Cassazione a SS.UU. (n.20598/2008) con cui è stato sancita la necessità che il provvedimento delle spese debba essere necessariamente supportato da considerazioni giuridiche o di fatto idonee a giustificare la regolazione delle spese. Ne discende che “la decisione deve considerarsi priva di motivazione qualora contenga la tautologica affermazione secondo cui “sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese del giudizio
Pertanto, la vicenda processuale decisa dalla Commissione Provinciale, non rientrando in quell’ampio ventaglio di casi quali la complessità della vertenza, i precedenti giurisprudenziali contrastanti o la novità della questione, non può rientrare in quella casistica a cui è applicabile la compensazione delle spese per giusti motivi.

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