Istanza di rimborso iva – Dies a quo

C.T. Prov. Treviso 18.10.2010 n. 80/8/10

Una società contribuente proponeva istanza per il rimborso dell’iva che erroneamente aveva versato ma che non era affatto dovuta in virtù dell'art. 10, n. 21 DPR 633/72. L’ufficio, tuttavia, negava il rimborso sostenendo che l’istante era decaduta dal poter esercitare il diritto alla ripetizione delle somme versate. Nell’impugnare la comunicazione di rigetto, la  ricorrente ha sostenuto la tesi per cui i versamenti IVA non dovuti configurano un indebito oggettivo (2033 c.c.) a vantaggio dell'erario il cui termine di prescrizione per il diritto alla restituzione è quello ordinario decennale di cui all'art. 2946 c.c.. L'ufficio, di contro, oppone che una norma generale non può trovare applicazione in presenza di una norma specifica che regola i rimborsi IVA quale appunto l'art. 21 D. Lgs. 546/92.

In ogni caso la ricorrente ritiene che il termine biennale di cui al citato D. Lgs. 546/92 è stato rispettato stante che ai fini della decorrenza è da ritenere la data della dichiarazione annuale quale data in cui vi è la corretta quantificazione del tributo e la chiusura del rapporto d'imposta ed in questo senso l'istanza di rimborso risulta tempestiva. L'ufficio sostiene, invece, che ai fini della decorrenza dei termini vale la data del versamento poiché nel caso di specie la non debenza del tributo non è sopravvenuta per fatto o condizioni successive alla data dei versamenti che per se stessi non dovevano essere effettuati.

Il Collegio adito, nel dirimere tale controversia, ha ritenuto corretto conformarsi con quanto già affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 433/2008. Al riguardo, è stato precisato che, mancando nella legislazione speciale dell'IVA una specifica disciplina che tratti le modalità di restituzione o rimborso, si applica la norma generale residuale di cui all'art.21 DLgs 546/1992. La domanda di rimborso è, pertanto, soggetta al termine decadenziale di due anni, fermo restando che, ove si ravveda il silenzio rifiuto, tale termine decorre dalla data della sua formazione con prescrizione ordinaria di cui all'art. 2946 c.c., ma questo non è il caso. Per quanto concerne il momento da cui parte il decorso del termine, deve considerarsi che nel sistema IVA solo in sede di dichiarazione annuale si concretizza l'onere del versamento a saldo od in alternativa il rimborso ripetibile dell'eccedenza e quindi il termine "pagamento" di cui al citato art. 21, non può che riferirsi al momento in cui questo è dovuto in via definitiva o in termini di versamento o in termini di eccedenza ripetibile.

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