Impugnazione della cartella ed omessa notifica dell’atto presupposto: legittimazione passiva del concessionario

CTR Firenze, sentenza n.10 del 15.02.2011
Nel caso di notifica della cartella di pagamento non preceduta dall’atto presupposto, è facoltà del ricorrente chiamare in giudizio il solo agente della riscossione e ciò in virtù del principio enucleato nella sentenza della Cassazione a SS.UU., n.16412/07, secondo cui l’impugnazione può essere svolta dal contribuente indifferentemente nei confronti dell’ente creditore o del concessionario senza che tra costoro si realizzi una ipotesi di litisconsorzio necessario, essendo rimessa alla sola volontà del concessionario, evocato in giudizio, la facoltà di chiamare in causa l’ente creditore.
Non hanno pertanto trovato accoglimento le doglianze dell’Equitalia che, nell’appellare la sentenza di primo grado, rilevava il proprio difetto di legittimazione passiva osservando che le eccezioni sollevate dal ricorrente erano relative al merito della pretesa impositiva e quindi ad una attività che esula dalle facoltà del concessionario per la riscossione.
Il ricorrente, invece, ha motivato la bontà di tale scelta processuale ribadendo il concetto espresso nella richiamata sentenza della Corte e facendo osservare che la cartella impugnata costituiva il primo atto impositivo notificato e che pertanto, la mancata notifica da parte dell’Ente impositore dell’atto presupposto, costituisce vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato. Inoltre tale nullità può esser fatta valere mediante la scelta o di impugnare l’atto consequenziale notificatogli o di impugnare anche quest’ultimo, seppur non notificato, per contestare la pretesa tributaria e l’azione può essere svolta indistintamente nei confronti dell’ente o nei confronti del concessionario

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