La “diffida di pagamento” è un atto impugnabile

A stabilirlo è la Ctp di Torino secondo cui anche il sollecito di pagamento inviato dall’agente della riscossione è un atto impugnabile.

Difatti, spiegano i giudici torinesi, l’orientamento prevalente della S.C. considera non più tassativo l’elenco degli atti impugnabili disposto dall’art.19 del D.lgs. 546/92 ma ciò non vuol dire che qualunque atto proveniente dall’Ufficio possa essere censurabile. “Occorre infatti verificare se l’atto impugnato, anche se non rientrante della tipizzazione dell’art.19 del d.lgs. citato, costituisca manifestazione della funzione impositiva, nel senso che incida unilateralmente sulla sfera giuridica del contribuente e, se non tempestivamente contestato, i suoi effetti restino consolidati sì da privare il contribuente dal potere di reagire in giudizio avverso la pretesa tributaria asseritamente illegittima

Commissione Tributaria Provinciale di Torino n.24/5/11

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