Il coniuge falsifica la firma ma la cartella resta valida

È valida la cartella di pagamento notificata alla moglie anche se il marito, co-dichiarante, ha falsificato la firma di lei facendola figurare, a sua insaputa, come imprenditore. Ciò perché nel caso di dichiarazione congiunta dei redditi da parte dei coniugi ex art. 17 della legge 13 aprile 1977, n.114, e per effetto della solidarietà voluta dal legislatore, la tempestiva notifica al marito dell'avviso di accertamento, come della cartella di pagamento, impedisce qualsiasi decadenza dell'Amministrazione finanziaria anche nei confronti della moglie.

Tuttavia, secondo i giudici della sezione tributaria, il coniuge ingannato può chiedere all’altro un risarcimento del danno, ma il raggiro non costituisce un’esimente per il fisco.

Corte di Cassazione n.3944 del 21.02.2011

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