Accertamento catastale e difetto di motivazione

Gli avvisi di accertamento con cui l’Ufficio procede a modificare le rendite catastali di terreni e/o fabbricati sono carenti di motivazione, e quindi nulli, se non contengono quegli elementi, anche astratti, che permettono di identificare l’iter seguito per arrivare all’attribuzione della categoria ed alla quantificazione della rendita catastale.

In tal senso, sostengono i giudici pugliesi, si è consolidato un indirizzo giurisprudenziale secondo cui esiste un vizio di motivazione tutte le volte in cui dalle informazioni a propria disposizione, il contribuente non riesca ad arrivare alla ricostruzione degli elementi fondamentali per un’efficace difesa, cioè non sia in grado di risalire al ragionamento giuridico che ha portato all’emissione dall’atto dell’ufficio.

A nulla poi rileva la circostanza per cui l’Ufficio, successivamente, procede ad integrare la motivazione dell’atto impugnato mediante deduzioni rassegnate in una memoria difensiva e ciò perché la motivazione deve precedere e non seguire i provvedimenti amministrativi. (in tal senso cfr. Consiglio di Stato n.1047/2010 e 1443/2010)

Comm. Trib. Regionale di Bari sez. staccata di Lecce n.49/23/11

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