Ipoteca e fondo patrimoniale

E’ illegittima l’iscrizione ipotecaria effettuata sui beni destinati al fondo patrimoniale per i debiti tributari riferibili all’attività imprenditoriale di uno dei coniugi. Questo il principio affermato dalla C. T. Prov. di Milano con la pronuncia n.437 del 20.12.2010 secondo cui il divieto di esecuzione di cui all’art. 170 c.c. si riferisce anche ai debiti estranei ai bisogni della famiglia, come può essere il debito di natura tributaria, sorto prima della costituzione del fondo patrimoniale.

Puntuale è stata la motivazione proposta in sentenza dai giudici di Torino: “Va da sè che l’aggredibilità dei beni e dei frutti del fondo patrimoniale è segnata dall’oggettiva destinazione dei debiti assunti alle esigenze familiari e, quindi, il criterio identificativo va ricercato non nella natura dell’obbligazione, ma nella relazione esistente fra il fatto generatore di esse e i bisogni della famiglia.”

Al contrario, ai giudici di primo grado è apparsa infondata la tesi sostenuta dall’Agente della Riscossione secondo cui la norma inerente il fondo patrimoniale vieta espressamente l’esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essa ma non anche l’azione cautelare sugli stessi giacché, secondo tale tesi, all’iscrizione ipotecaria non necessariamente fa seguito l’espropriazione,  in quanto l’ipoteca stessa assolve la funzione di creare un titolo di prelazione.

CTP Milano n.437 del 20.12.2010

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