Rango dello Statuto del contribuente nel sistema delle fonti

La Sez. Tributaria della Corte di Cassazione, con la sentenza n.2221/11 è ritornata nuovamente a pronunciarsi sul valore delle norme contenute nella L.212/2000.

In particolare, i giudici di Piazza Cavour hanno richiamato i principi enunciati dalla stessa Corte con la sentenza n.8254 del 2009 secondo cui  le nome dello Statuto del contribuente sono qualificate espressamente come principi generali dell’ordinamento tributario giacchè emanate in attuazione degli artt. 3, 23, 53 3 97 della Costituzione e possono essere, a seconda dei casi, idonee a prescrivere specifici obblighi a carico dell’Amministrazione Finanziaria e costituiscono, altresì, criteri guida per il giudice.

Tuttavia, le norme in esso contenute non hanno rango superiore alla legge ordinaria e pertanto non possono fungere da norme parametro di costituzionalità, nè consentire la disapplicazione della norma tributaria in asserito contrasto con le stesse.

Per l’effetto, in relazione al caso oggetto della presente pronuncia ( sospensione di un credito d’imposta da parte di un decreto legge in contrasto con l’art 3 dello Statuto) non può essere condiviso il principio per cui “una norma contenuta in una legge ordinaria successiva all’entrata in vigore dello Statuto possa essere disapplicata sol perchè difforme da un principio in esso contenuto”.

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