Il solo scostamento dalla "media" di settore non basta a motivare l'accertamento

L'avviso di accertamento non può essere motivato sulla base dello scostamento di quanto dichiarato dal contribuente rispetto a quella che è la media di settore. Con l'ordinanza n. 25529/2010, depositata il 16 dicembre scorso, la sezione tributaria della Corte di Cassazione, ha nuovamente ribadito l’illegittimità di un accertamento basato esclusivamente sulle risultanze dell’applicazione dei parametri senza il supporto di ulteriori elementi e indizi a carico del contribuente.
La Suprema Corte, anche alla luce della sentenza n. 150/2003 della Corte Costituzionale, ha precisato che "....i parametri prevedono un sistema basato su presunzioni semplici, la cui idoneità probatoria è rimessa alla valutazione del giudice di merito, in assenza di previsioni procedimentalizzate, sia pure che - dovendo i parametri essere elaborati in base alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio della specifica attività svolta (.............) -, è necessario un fattore di adeguamento personalizzato in modo da tenere conto della probabilità di errore nella stima, considerando le diverse situazioni gestionali e l’influenza della localizzazione per la parte non colta dalla stima." 
Ed inoltre si sottolinea che "(........)in tema di accertamento effettuato sulla base dei parametri di cui alla L. n. 549 del 1995, art. 3, commi 184 e 186, è stato affermato che il solo rilievo dell’applicazione da parte del contribuente di una percentuale di ricarico diversa da quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza - posto che le medie di settore non costituiscono un fatto noto, storicamente provato, dal quale argomentare, con giudizio critico, quello ignoto da provare, ma soltanto il risultato di una estrapolazione statistica di una pluralità di dati disomogenei non configura gli estremi di una prova per presunzioni, ma occorre, invece, che risulti qualche elemento ulteriore - tra cui, ad esempio, l’abnormità e l’irragionevolezza della difformità tra la percentuale di ricarico applicata dal contribuente e la media di settore - incidente sull’attendibilità complessiva della dichiarazione, ovverosia la concreta ricorrenza di circostanze gravi, precise e concordanti, e senza peraltro che il richiamo a tale regola di esperienza comporti un’inversione dell’onere della prova, addossando al contribuente l’onere di dimostrare le ragioni specifiche della divergenza dei propri dati da quelli medi(Cass. n.19556/2007, n.10960/2007, n.14252/2007, n. 26388/2005, n. 18038/2005)".
Ragion per cui  ".....sembra doversi ritenersi viziato da illegittimità l’avviso di accertamento il quale tragga origine dal mero scostamento dei dati reali dichiarati dal contribuente rispetto a quelli relativi alla media del settore senza che l’Amministrazione finanziaria, sulla quale grava il relativo onere, suffraghi la pretesa fiscale con ulteriori elementi ed indizi tali da suggerire l’inattendibilità dei dati riscontrati rispetto all’ausilio statistico"

Ordinanza Cassazione civile 16/12/2010, n. 25529

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