Sequestro conservativo: carenza del requisito del periculum in mora

Ai sensi dell'art.22 d.lgs.472/97, "l'ufficio o l'ente, quando ha fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito, puo' chiedere, con istanza motivata, al presidente della commissione tributaria provinciale l'iscrizione di ipoteca sui beni del trasgressore e dei soggetti obbligati ai sensi dell'articolo 11, comma 1, e l'autorizzazione a procedere, a mezzo di ufficiale giudiziario, al sequestro conservativo dei loro beni, compresa l'azienda".
In relazione a tale disposizione normativa, la CTP di Lecce, con la pronuncia n.326/1/10, ha precisato che l'esame della richiesta misura cautelare deve essere effettuata con riferimento alla sussistenza dei presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.
In particolare, i Giudici hanno precisato che il timore, per essere fondato, non può essere basato su apprezzamenti psicologici e personali, bensì su elementi obiettivamente sintomatici di un pericolo reale.
Nel caso di specie, l'ufficio ha ritenuto la sussistenza del pericolo per la riscossione delle somme richieste, in considerazione degli indici di solvibilità e di indebitamento della società, senza, tuttavia, indicare il valore dei beni ogetto della misura cautelare, nè precisare quali siano, in concreto, i comportamenti della società volti a far perdere la garanzia del credito.
Secondo la Commissione, la richiesta di misura cautelare, così argomentata, difetta del requisito del periculum in mora e come tale non può trovare accoglimento.
CTP Lecce n.326/01/10

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