Notificazione ricorso in busta chiusa - mera irregolarità - validità della data di spedizione e non di ricezione

In materia di notifica del ricorso, la tempestività del medesimo va considerata in riferimento alla data di spedizione e non a quella di ricevimento dell'atto.
Lo stesso principio trova applicazione anche nel caso di ricorso spedito in busta chiusa e non in plico senza busta come prescritto dall'art.20 II° comma del d.lgs. 546/92.
Difatti, affermano i giudici romani, in tema di notificazione a mezzo posta, alla luce della più recente giurisprudenza costituzionale (sentenze nn. 477/02 e 28/04) costituisce ormai principio generale, applicabile anche al processo tributario, quello secondo cui la notificazione si perfeziona per il notificante alla data di spedizione dell'atto e non a quella della sua ricezione.
Secondo la commissione provinciale di Roma, inoltre, tale pricipio trova sicura applicazione anche nell'ipotesi in cui la spedizione avvenga in busta e non in piego, considerato che la prescrizione relativa all'invio in piego è volta esclusivametne a dare certezza riguardo all'individuazione dell'atto notificato cosicchè, ove nessuna contestazione sia sollevata dal destinatario circa la effettiva corrispondenza tra l'atto contenuto nella busta e l'originale depositato ai sensi dell'art.22, non vi è ragione per discostarsi dalla regola dettata dal citato d.lgs. n.545/92 art.20 co.2 tanto più che essa deve ritenersi ora espressiva di un principio generale in tema di decorrenza per il notificante degli effetti della notificazione.
CTR Roma n.446/30/10

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