Costituzione in giudizio - Termine - Inosservanza per fatto non imputabile alla parte - Rimessione in termini

La fattispecie della rimessione in termini non è prevista dal rito tributario tuttavia non vi sono ragioni che la rendano incompatibile con le norme che regolano il processo medesimo.
E' questo il principio enunciato nell'ordinanza n.125 del 15.10.2010, con cui i giudici baresi hanno evidenziato come l'art. 1, comma 2, D. Lgs n. 546/1992 consente l'applicazione al processo tributario delle norme del codice di procedura civile nei casi non regolati dal citato decreto legislativo e ove compatibili con le norme processuali tributarie.
In tale ottica rientra anche il novellato art. 153 c.p.c., applicabile ratione temporis e appartenente al libro "disposizioni generali" del codice di rito civile, il quale ha istituito la fattispecie della rimessione in termini in favore della parte processuale che dimostri di essere incorsa in decadenze per causa ad essa non imputabile, categoria nella quale rientra la situazione in cui è venuto a trovarsi il difensore della ricorrente (al quale era stato imposto  un periodo di assoluto riposo a letto e di terapia domiciliare: in tale arco di tempo era spirato il termine di trenta giorni, previsto — a pena di inammissibilità - dall'art. 22 D.Lgs. n. 546/1992 per il deposito dell'originale del ricorso nella segreteria della commissione tributaria adita).
Fonte: CTP Bari ordinanza n.125 del 15.10.2010

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