Studi di settore e contraddittorio con esito negativo

Con l'ordinanza n.24198 del 30 novembre 2010, la Corte di Cassazione ha stabilito che qualora il contribuente sia stato invitato al contraddittorio endoprocedimentale con esito negativo, è legittimo motivare l’accertamento sulla sola base dell’applicazione dei parametri.
In tal caso, pertanto, non sarà necessario accertare la presenza di ulteriori elementi, oltre che:
a) da parte dell’Amministrazione, dimostrare l’applicabilità dello standard prescelto al caso concreto;
b) da parte invece del contribuente, "provare la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli standard o della specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo cui l’accertamento si riferisce".
Corte di Cassazione n.24198 del 30.11.2010

1 commento:

Anonimo ha detto...

L'Italia oltre ad avere un Fisco vorace, vessatore, rapace e incapace, possiede anche il primato di attuare una giustizia tributaria pro-fisco nei più alti livelli di giudizio. Nella fonte normativa degli studi di settore, non si ravvisa alcun obbligo del contribuente di aderire all'invito del cd contraddittorio e come al solito, purtroppo, questa ordinanza smentisce clamorosamente precedenti Ordinanze, come 12630 del 28.05.2009, 26635 SS.UU del 18.12.2009. Il fenomeno della evasione fiscale "corre" lungo le autostrade, nei porti, nei flussi telematici bancari e molto meno, ma molto meno tra i soggetti obbligati agli studi di settore. Siamo in un Paese disastrato !!!