Esenti da Irap i medici di base che posseggono uno studio

La controversia promossa da (...) contro l'Agenzia delle Entrate è stata definita con la decisione in epigrafe, recante il rigetto dell'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate contro la sentenza della CTP di Roma n. 311/29/2007 che aveva accolto il ricorso del contribuente avverso il silenzio rifiuto sull'istanza di rimborso Irap 1999-2004.
I Giudici di legittimità, forti di un orientamento oramai consolidato, hanno affermato che "in tema di IRAP, la disponibilità, da parte dei medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, di uno studio, avente le caratteristiche e dotato delle attrezzature indicate nell'art. 22 dell'Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, reso esecutivo con d.P.R. 28 luglio 2000, n. 270, rientrando nell'ambito del "minimo indispensabile" per l'esercizio dell'attività professionale, ed essendo obbligatoria ai fini dell'instaurazione e del mantenimento del rapporto convenzionale, non integra, di per sé, in assenza di personale dipendente, il requisito dell'autonoma organizzazione ai fini del presupposto impositivo.
È questa la conclusione alla quale giunge la Corte di Cassazione con l’ordinanza n.24953, depositata il 9 dicembre 2010.
Pertanto, in assenza di personale dipendente, non è integrato il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione, con conseguente esclusione da IRAP del contribuente.
Corte di Cassazione, ordinanza n.24953 del 09.12.2010
Dello stesso tenore:
Cassazione n.17231 del 23.07.09;
Cassazione ordinanze n.142 e 10240 del 2010.

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