Contribuenti minimi - il trattamento delle perdite

Con Risoluzione 30 novembre 2010, n. 123, l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad un’istanza di interpello posta da un professionista in regime dei minimi, in merito al trattamento delle perdite fiscali realizzate in regime dei minimi e successiva fuoriuscita dal regime agevolato.
Nel documento si considera il caso di uno psichiatra che nel 2009 ha acquistato un immobile per un prezzo complessivo di circa € 138.000,00 mentre per lo stesso anno ha conseguito ricavi per 25.000 euro.
 In virtù di tanto, l'istante ha chiesto all’Agenzia quale debba essere in tal caso il trattamento delle perdite realizzate.
L’Agenzia ha precisato che:
  • il costo sostenuto per l’acquisto di beni strumentali è deducibile dal reddito nell’esercizio in cui è avvenuto il pagamento;
  • le perdite realizzate sono computate in diminuzione del reddito conseguito nell’esercizio d’impresa, arte o professione dei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quinto, per l’intero importo che trova capienza in essi. 
Pertanto, le regole inerenti il trattamento delle perdite previsto per i minimi (art. 1, comma 108, L. n. 244/2007) si applicano anche in caso di fuoriuscita dal regime.
Tuttavia, ha concluso l’Agenzia, per evitare una ingiustificata disparità di trattamento rispetto al professionista in regime di contabilità ordinaria o semplificata, la stessa limitazione trova applicazione anche per un professionista che rientri nel regime dei minimi. Di conseguenza, i lavoratori autonomi “minimi” non potranno dedurre per cassa il costo di acquisto degli immobili strumentali acquistati a partire dal 1 gennaio 2010.

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