Versamenti del titolare di un'impresa individuale esclusi dalla base imponibile

Con la sentenza n. 21511 del 20.10.2010, la Corte di Cassazione ha stabilito che nel caso di un’impresa individuale, i versamenti effettuati dal titolare all’azienda medesima non sono imponibili automaticamente ai fini fiscali salvo che l’amministrazione non dimostri che si tratta di somme non dichiarate.
I giudici di legittimità hanno dunque accolto il ricorso del contribuente affermando che non esiste una norma che stabilisce che i versamenti effettuati in denaro (anticipazioni) dal titolare costituiscono somme sottratte al fisco, non trattandosi di ricavi (art.53 tuir), plusvalenza patrimoniale (art.54) o sopravvenienze (art.55).
"Una conferma di ciò si ricava, per a contrariis (non quindi in base ad un'interpretazione di tipo analogico, inammissibile in materia tributaria), dal co.4 di quest'ultima norma che, regolando la materia con riferimento alle società in nome collettivo o in accomandita semplice, non menziona affatto il caso dell'impresa personale. Tale menzione, infatti, sarebbe stata superflua, quindi tecnicamente erronea, dal momento che i versamenti dell'imprenditore alla sua azienda personale non sono contemplati dalla legge ai fini dell'IRPEF, e dunque non costituiscono di per sè materia imponibile.
L'importanza di tale pronuncia la si evince dal fatto che è prassi per i contribuenti, titolari di imprese individuali, versare somme di denaro nella propria azienda per poi vedersi associare tali somme, da parte dell'amministrazione finanziaria, quali elementi positivi di reddito non dichiarato con il conseguente onere, per l'imprenditore, di dimostrare il contrario.
Cassazione n.21511 del 20.10.2010

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