La fattura tia è un atto impugnabile

La fattura tia è un atto impugnabile. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n.22377 del 03.11.2010 accogliendo, in tal senso, le doglianze mosse da un contribuente avverso la precedente pronuncia della C.T.R. di Firenze che, invece, aveva ritenuto la fattura in questione un atto non impugnabile.
Richiamando i principi espressi in due recenti pronunce ( Cass. n.12194/07 e SS.UU. n.16239/07) i Giudici di legittimità hanno stabilito che "sono qualificabili come avvisi di accertamento o di liquidazione impugnabili ai sensi del D.lgs. 31 dicembre 1992, n.546, art.19, tutti quegli atti con cui l'amministrazione finanziari comunica al contribuente una pretesa tribuataria ormai ben definita".
Nel caso di specie, sostiene la Suprema Corte, "è incontroverso che la richiesta di pagamento è stata avanzata con l'emissione di fattura, portante il carico fiscale per sorte ed accessori ed il periodo di riferimento e, quindi, che trattavasi di pretesa ben definita nel quantum".
Alla luce di quanto enunciato è evidente che l'atto oggetto di contestazione non può definirsi un mero avviso bonario giacchè il medesimo, pur non rubricato come avviso di accertamento o di liquidazione, è portatore di una pretesa determinata nel suo ammontare comprensiva, altresì, di una maggiorazione pari al 30% della sorte capitale quale sanzione in caso di omesso pagamento e come tale non può certo definirsi un atto improduttivo di effetti pregiudizievoli per il contribuente.
Cassazione n.22377 del 03.11.2010

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