Deduzione delle perdite su crediti - imputazione in bilancio - crediti verso società fallite - anno di competenza - declaratoria di fallimento ovvero della chiusura per le ditte debitrici - sussiste

In tema di imposte sui redditi d'impresa, l'art.66, comma terzo, del D.P.R. N.917/86, che prevede la deduzione delle perdite su crediti quali componenti negativi del reddito d'impresa, se risultano da elementi certi e precisi e, in ogni caso, se il debitore è assogettato a procedure concorsuali, va interpretato nel senso che l'anno di competenza per operare la deduzione deve coincidere con quello in cui si acquista certezza che il credito non può più essere soddisfatto, perchè in quel momento si materializzano gli elementi <<certi e precisi>> della sua irrecuperabilità. Diversamente opinando si rimetterebbe all'arbitrio del contribuente la scelta del periodo d'imposta più vantaggioso per operare la deduzione, snaturando la regola espressa dal principio di competenza, che rappresenta invece criterio inderogabile ed oggettivo per determinare il reddito d'impresa. La prova della sussistenza degli elementi suddetti non impone né la dimostrazione che il creditore si sia attivato per esigere il suo credito, né la intervenuta sentenza di fallimento del debitore.
In particolare nel caso di crediti verso società fallite, tale certezza può farsi coincidere con la declaratoria di fallimento ovvero della chiusura per le ditte debitrici.
Corte di Cassazione n.22135 del 29.10.2010

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