Processo tributario. Ricorso introduttivo: elementi essenziali.

Il contenzioso tributario è, attualmente, disciplinato dai decreti legislativi 31 dicembre 1992 n. 545 e n. 546.
Il processo è introdotto con ricorso (articolo 18, comma 1, del Dlgs 546/1992) da spiegarsi avverso uno degli atti ricompresi nel novero di quelli specificatamente e tassativamente contemplati dalla legge.
Il Legislatore, con l'articolo 10 del Dlgs 546/1992, ha inteso individuare i soggetti aventi la capacità di essere parte nel processo tributario. Si tratta, più esattamente de:
- il ricorrente (generalmente è il contribuente)
- il resistente (l’ufficio che ha emanato l’atto o che non ha emanato l’atto richiesto) .
A pena d’inammissibilità, il ricorso deve contenere i seguenti elementi:
• la Commissione tributaria cui è diretto (competenza territoriale della CTP ove ha sede l'ente impositore);
• nome, cognome (o la ragione sociale o la denominazione) del ricorrente, suo eventuale legale rappresentante, sede legale o il domicilio eletto e codice fiscale;
• l'ufficio o l'ente o il concessionario della riscossione nei cui confronti è proposto (la c.d. parte resistente);
• gli estremi dell'atto impugnato
• l'oggetto della domanda (cosiddetto petitum);
• i motivi di fatto e di diritto atti a provare la sua fondatezza (causa petendi);
• la sottoscrizione del ricorrente e del difensore, quando è presente, con l'indicazione dell'incarico conferito;
• elenco dei documenti allegati.
La mancata indicazione di uno o più elementi sopra indicati determina l'inammissibilità del ricorso, eccezion fatta per l'omessa indicazione del solo codice fiscale.
Il ricorso deve essere assogettato ad imposta di bollo mediante applicazione di una marca da € 14,62 ogni 4 pagine di cui è composto l'atto nonchè una marca di eguale importo da apporre per la procura ad litem. Non è necessaria l'imposta di bollo per l'istanza di discussione in pubblica udienza spiegata nell'atto introduttivo.
Il ricorso, completo degli elementi anzidetti, può essere notificato, alternativamente:
1) mediante spedizione diretta da parte del ricorrente a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento;
2) tramite l'ufficiale giudiziario; (in questo caso sia l'originale che la copia del ricorso devono assolvere  l'imposta di bollo)
3) tramite consegna all'impiegato addetto all'ufficio, facendosi rilasciare la relativa ricevuta.
L'intempestività del ricorso, poiché afferente a un presupposto processuale, è sempre rilevabile, anche d'ufficio, in ogni stato e grado del giudizio; l'ufficio, tuttavia, dovrà anteporre tale verifica a qualunque attività processuale al fine di pervenire a un'immediata declaratoria di inammissibilità.
Segue: cotituzione in giudizio - modalità

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