L’Irap va sempre pagata dallo studio associato a prescindere dall’autonoma organizzazione

Con ordinanza n.22212 del 29.10.2010, la sez.tributaria della Corte di Cassazione ha fissato il principio per cui gli studi associati tra professionisti sono sempre soggetti ad irap.
Secondo i giudici di legittimità, infatti, sarebbe indifferente, per tale tipologia di attività, la sussistenza di una struttura organizzativa giacché è la legge stessa che fa discendere  l'applicazione del tributo a siffatta categoria professionale.
Difatti, precisa la Corte, l'art.2 del d.lgs. n.446/97 nel primo periodo stabilisce come presupposto dell'irap  l'esercizio "abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi". L'esercizio di un'attività con siffatti requisiti non è invece richiesta per le società e per gli enti, compresi gli organi e le amminsitrazioni dello Stato, in quanto l'attività esercitata da tali soggetti, a mente del secondo periodo dello stesso articolo 2, "costutuisce in ogni caso presupposto d'imposta".
Il successivo art.3, tra i "soggetti passivi dell'imposta", che "sono coloro che esercitano una o più delle attività di cui all'articolo 2", individua espressamente, alla lettera c) del comma 1, le società semplici esercenti arti o professioni e quelle ad esse equiparate a norma dell'art.5 c.3 del T.U.I.R., vale a dire "le associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l'esercizio in forma associata di arti e professioni".
In definitiva, l'attività esercitata da tali soggetti, strutturalmente "organizzati" per la forma nella quale l'attività stessa è svolta, costituisce, ex lege, presupposto d'imposta (in ogni caso), prescindendosi dal requisito dell'autonoma organizzazione.
Ne discende che dalla natura stessa  dello studio (in forma associata) non può derivare un reddito  frutto soltanto della professionalità di ciascun componente dello studio. Per l'effetto, si verifica sempre l’assoggettamento ad IRAP dello studio medesimo, salvo che non si sia in grado di dimostrare che tale reddito è derivato dal solo lavoro professionale dei singoli associati.
Corte di Cassazione, ordinanza n.22212 del 29.10.2010

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