Le indagini sul c/c della figlia del legale rappresentante determinano il reddito della società

Nel caso in cui le movimentazioni finanziarie dei conti correnti dei soci e dei loro parenti non dovessero trovare alcuna giustificazione in relazione alla natura privata dei conti stessi, l' Agenzia può legittimamente utilizzare tali operazioni bancarie per l'accertamento della posizione fiscale della società di capitali partecipata dai soci titolari dei predetti conti correnti. E' questa, in sintesi, la decisione assunta dalla Suprema Corte, con la recente sentenza n. 20862 del 2010.

Cassazione civile Sentenza 08/10/2010, n. 20862

2 commenti:

gianluca selicato ha detto...

Credo sia preferibile riportare l'intera massima.
Cari saluti e complimenti per l'interessante blog!

"Massima – In tema di accertamento delle imposte sui redditi, l’Amministrazione finanziaria è ammessa a prendere in considerazione rapporti finanziari e di conto corrente dei soci di società di capitali a
ristretta compagine nonché di quelli formalmente intestati ai congiunti.
Tuttavia, l’ufficio impositore può avvalersi della presunzione di cui all’art. 32, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 soltanto assolvendo all’onere di dimostrare la riferibilità dei conti alla gestione sociale, anche tramite l’ausilio di presunzioni gravi, precise e concordanti".

Anonimo ha detto...

Grazie per i complimenti e per l'incoraggiamento!
Sarebbe davvero interessante se in futuro volesse fornirci qualche spunto autorevole ed "illuminante" da approfondire!