INIZIO DI UNA NUOVA ATTIVITA' ECONOMICA: LA SCELTA DEL REGIME FISCALE. PARTE I: IL REGIME DELLE "NUOVE ATTIVITA' PRODUTTIVE"

Uno dei primi passi da affrontare nel momento in cui si desidera iniziare un'attività economica è l'analisi dei diversi regimi fiscali previsti dal nostro legislatore e la successiva adesione a quello più calzanta all'attività economica che si intende intraprendere, stante le modalità, la forma giuridica e le caratteristiche di svolgimento della stessa.
A tal proposito in questo post si evidenzieranno, in maniera sintetica, i tratti essenziali di alcuni regimi fiscali attualmente in vigore nel nostro Paese. In particolar modo ci si soffermerà sui regimi fiscali "agevolati", definiti come il "Regime fiscale delle nuove iniziative produttive" (parte prima) ed il cd. "Regime dei contribuenti minimi" (parte seconda).
Per le persone fisiche che intraprendono nuove attività imprenditoriali o di lavoro autonomo, l'art.13 della L.388/2000 ha introdotto un regime fiscale agevolato, prevedendo un'imposizione ridotta sul reddito d'impresa o di lavoro autonomo, nonché una serie di esenzioni da obblighi contabili.
L'accesso a tale regime è subordinato alla ricorrenza delle seguenti condizioni:
- nei tre anni precedenti il soggetto non deve aver esercitato attività d'impresa, ovvero attività professionale e   l'attività intrapresa non deve costituire in alcun modo mera prosecuzione di altra attività svolta in precedenza in forma di lavoro dipendente o autonomo (escluso il caso di tirocinio obbligatorio ai fini dell'abilitazione all'esercizio di arti o professioni);
- l'ammontare dei compensi o ricavi realizzati nel periodo d'imposta non deve superare determinati limiti;
- devono essere correttamente adempiuti gli obblighi previdenziali, assicurativi ed amministrativi.
Per gli esercenti arti e professioni, l'ammontare dei compensi conseguiti nel periodo d'imposta non deve superare € 30.987,41; per il contribuente che svolge attività d'impresa, l'ammontare dei ricavi realizzati nel periodo d'imposta non deve superare: € 30.987,41 per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi ed € 61.974,83 per le imprese aventi per oggetto altre attività.
I soggetti che intendono aderire a tale regime devono dichiararlo nel momento in cui si richiede la partita IVA.
Il regime si applica per il primo periodo d'imposta ed i due successivi ed è vincolante per almeno un periodo d'impsota.
La scelta del regime in oggetto comporta il pagamento di una imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali pari al 10% del reddito prodotto.
Nei tre periodi d'imposta durante i quali trova applicazione il regime opzionale, il reddito di lavoro autonomo (determinato secondo gli ordinari criteri "analitici" previsti dall'art.54 del TUIR) e il reddito d'impresa (determinato ai sensi dell'art.66 del TUIR) non concorrono alla formazione del reddito complessivo e vengono assogettati ad un'imposta sostitutiva dell'IRPEF del 10%. Tali redditi, di conseguenza, non scontano la ritenuta a titolo d'acconto.
L'imposta è sostitutiva solo per l'IRPEF, ragion per cui si è soggetti regolarmente alle altre imposta, in particolare alle disposizione relative all'IVA ed all'IRAP.
Alle predette agevolazioni fiscali si affiancano, inoltre, alcune semplificazioni contabili. Ai sensi dell'art.13, comma 6, della L.388/2000, i soggetti ammessi a tale regime sono esonerati dalla registrazione e dalla tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte dirette, dell'IRAP e dell'IVA; dalle liquidazioni e dai versamenti periodici dell'IVA, oltre che dal versamento dell'acconto annuale.
Restano comunque a carico del contribuente gli obblighi relativi alla fatturazione ed alla certificazione dei corrispettivi, se prescritti, alla conservazione in ordine cronologico dei documenti fiscali emessi e ricevuti; alla tenuta del libro del lavoro ed agli ulteriori adempimenti previsti dalla normativa sul lavoro.
Costituiscono cause di decadenza del regime rubricato in oggetto il superamento dell'ammontare dei ricavi o compensi in relazione ai limiti di accesso al regime stesso (sono previste alcune precise disposizioni, a seconda dell'entità del superamento dei predetti limiti, per l'anno d'imposta durante il quale si perdono i benefici di tale regime agevolato).
Si sottolinea, infine, che tale imposizione di favore, sostitutiva di quella ordinaria, impedisce, in assenza di altre tipologie di reddito diverse da quelle per le quali si beneficia della riduzione del carico fiscale, l'utilizzo in dichiarazione delle detrazioni/deduzioni previste per l'IRPEF.
Per eventuali approfondimenti, quesiti e chiarimenti in merito a tale regime, scriveteci a: puglia.tributi@gmail.com

Nessun commento: