E' inammissibile il ricorso contro gli inviti bonari - Risoluzione n.110 del 22.10.2010

Con la risoluzione n.110 del 22.10.2010, l'Agenzia delle Entrate ha stabilito che  l'invito con cui l'amministrazione finanziaria chiede al contribuente di fornire dei chiarimenti sulla dichiarazione (c.d. avviso bonario) non contiene in sé alcuna pretesa tributaria (definita)  e, di conseguenza, non è un atto impugnabile.
Quanto affermato nella risoluzione trova fondamento in alcune pronunce della Suprema Corte secondo cui gli avvisi bonari sono delle mere comunicazioni finalizzate a portare a conoscenza del contribuente i risultati della fase di controllo delle dichiarazioni, offrendogli la possibilità di pagare una sanzione ridotta, ma non sono dei veri e propri atti impositivi. (Cass. 24 luglio 2007 n. 16293; Cass. 26 luglio 2007 n.16428)
Nel medesimo documento, inoltre, l’Agenzia richiama  la sentenza n. 25699 del 2009, con cui la S.C. ha affermato che sono impugnabili, sebbene non rientranti nell’elenco di cui all’art. 19 del DLgs. 546/92, tutti i provvedimenti con cui “l’Amministrazione comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definita, ancorchè tale comunicazione non si concluda con una formale intimazione di pagamento”. 
In conclusione, secondo la risoluzione rubricata in oggetto, è inammissibile il ricorso contro gli inviti bonari e le comunicazioni, in quanto si tratta di atti che non contenengono una pretesa tributaria definita e come tali non producono effetti negativi immediati per i contribuenti.

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