Ammessa la "class action" nel processo tributario per le stesse questioni di diritto

Fermo restando il principio di recente affermato dalla Corte di Cassazione con la pronuncia n.10578/10, secondo cui nel processo tributario non è, di regola, ammissibile il ricorso collettivo (proposto da più parti) e cumulativo (proposto nei confronti di più atti impugnabili), essendo necessaria, per la configurazione del litisconsorzio facoltativo, la comunanza delle questioni sia in diritto, sia in fatto, con la sentenza n.21955 del 27.10.2010, i Giudici di legittimità hanno stabilito che "nel caso di specie deve tuttavia rilevarsi che la contestazione dell'Ufficio rispetto alle istanze di rimborso proposte dalle attrici si fonda su questioni di diritto, e non di fatto, comuni alle contribuenti, cosicché il richiamo alla necessaria identità in fatto delle questioni appare in concreto ultroneo". 
In particolare, l'Ufficio aveva lamentato la violazione e falsa applicazione dell'art.29 del d.lgs. n.546/92 e degli artt. 103 e 104 cpc, deducendo in tal senso l'inammissibilità del ricorso cumulativo e la conseguente erroneità della sentenza impugnanta che aveva respinto l'anzidetto motivo di appello assumendo che "i tratti di comunanza delle rispettive materie del contendere si riducono al rilievo che si discute in tutti e tre i casi di IRAP".
(Il giudizio era stato promosso da alcune contribuenti con ricorso collettivo e cumulativo avverso il silenzio-rifiuto formatosi sulle istanze di rimborso irap relative a tre pregressi anni d'imposta.)
Cassazione n.21955 del 27.10.2010

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