Costi di assistenza alla clientela indeducibili se l’azienda non prova l’inerenza all’attività d’impresa

Indeducibili in azienda i costi relativi all’assistenza alla clientela e alle ricerche di mercato se il contribuente non prova l’inerenza all’attività d’impresa.
La Suprema Corte, accogliendo il ricorso promosso dall'amministrazione finanziaria ha stabilito che, “in tema di accertamento delle imposte sui redditi, l'onere della prova circa l'esistenza ed inerenza dei componenti negativi del reddito incombe al contribuente: a tal riguardo, l'abrogazione del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, articolo 75, comma 6, ad opera del DPR 9 dicembre 1996, n. 695, articolo 5, comporta solo un ampliamento del regime di prova dei costi da parte del contribuente, prova che può essere fornita anche con mezzi diversi dalle scritture contabili (purchè costituenti elementi certi e precisi, come prescritto dall'articolo 75, comma 4), ma non certamente l'attenuazione della regola sulla ripartizione dell'onere della prova”.
In tal modo, la Corte si allinea all’orientamento della giurisprudenza di legittimità che viene espressamente richiamato (sentenze nn. 12330 del 2001, 4218 e 18000 del 2006, 16115 del 2007, 3305 del 2009).
Corte di Cassazione, ordinanza n.19849 del 13 settembre 2010.

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